• Ingresso delle truppe alleate a Città di Castello, 22 luglio 1944
  • Primo raduno degli ex perseguitati politici della provincia di Perugia (1945). Fra gli ospiti, il terzo da sinistra nella fila in alto è l'avv. Mario Berlinguer, padre di Enrico, ex deputato aventiniano allora fra i massimi responsabili dell'Alto commissa
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto” in marcia
  • Partigiani jugoslavi della “Gramsci” a Norcia nel giugno 1944
  • 11.	Comando del battaglione “Tito” della brigata “Gramsci”. Al centro Svetozar Laković “Toso”
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto”

Zenoni Bruno

Nato a Marmore (Tr) il 3 aprile 1908. Barbiere. Comunista. Figlio di operai, nei primi anni Venti assiste alla violenza fascista messa in opera al fine di distruggere il tessuto organizzativo del movimento operaio nella valnerina e nella comunità locale, maturando un forte sentimento antifascista. Nel novembre 1922 entra giovanissimo nelle acciaierie di Terni, dove rimane sino al giugno del 1923 quando è costretto a lasciare lo stabilimento a causa della silicosi. Nonostante la lontananza dalla fabbrica, continua ad essere legato all'ambiente comunista e socialista; in particolare, prende contatti con Pietro Ciani, membro del Comitato federale ternano del Partito comunista d'Italia (Pcd'i), il quale ha un'importanza fondamentale nella sua formazione di militante comunista.
Il 2 agosto 1931 la cellula, di cui è segretario, riorganizza ufficialmente il Pcd'i a Terni. Nell'aprile del 1932 viene arrestato per la diffusione di materiale propagandistico. Il 16 giugno 1932 è condannato dalla Commissione provinciale a 5 anni di confino per «organizzazione comunista con ampia diffusione di stampa antifascista». Viene tradotto a Ventotene (Lt), dove rimane sino al 31 dicembre. Dopo il ritorno a Terni agli inizi di gennaio del 1933, viene prosciolto il 31 gennaio e iscritto in Rubrica di frontiera (Rf) con divieto di espatrio. Alla fine di gennaio del 1935, si trasferisce per un breve periodo (circa 8 mesi) a Roma, qui continua il mestiere di barbiere e riprende i contatti con Ciani. Nel dicembre 1935 è di nuovo a Terni e in occasione della visita di Hitler in Italia, nel 1938, viene incarcerato, insieme ad altri antifascisti, nella Rocca di Spoleto per 29 giorni. Al suo rilascio, matura l'idea di concentrare la sua azione antifascista esclusivamente nella zona di Marmore (Tr). Pertanto, nel maggio del 1938, entra a far parte del gruppo clandestino di Claudio Bracci, di cui fa parte anche Vero Zagaglioni, diffondendo nelle fabbriche ternane il giornaletto “La Scintilla”. Nel maggio del 1939 viene arrestato insieme a tutto il gruppo Ciani e deferito al Tribunale speciale per la difesa dello Stato con l'accusa di riorganizzazione del Pcd'i e propaganda. Tuttavia, il 31 gennaio del 1940, viene assolto per insufficienza di prove e scarcerato il 3 febbraio.
All'indomani della caduta del fascismo (25 luglio 1943), a Terni si tiene una importante manifestazione di cui è tra i principali organizzatori, tenendo inoltre un discorso di fronte alle acciaierie. Dopo l'8 settembre 1943, è tra i principali dirigenti ternani dell'attività politica e della lotta armata durante la guerra di Liberazione. Nei giorni successivi alla proclamazione dell'armistizio si unisce alla prima banda armata che opera nella zona tra Marmore (Tr) e Piediluco (Tr) organizzata da Alfredo Filipponi e Gino Scaramucci. Da questo nucleo, rinforzato dall'adesione dei numerosi prigionieri slavi liberati dai campi di internamento e dalle carceri, ha origine la brigata “Gramsci”, di cui è intendente. Con la formazione garibaldina combatte in numerose azioni di guerriglia nel triangolo umbro-laziale-marchigiano; in particolare, partecipa alla liberazione di Leonessa (Ri). In seguito ai rastrellamenti tedeschi dell'aprile 1944, dà un contributo fondamentale per la ricostituzione della brigata “Gramsci”. Una volta liberata Terni (13 giugno 1944), città oramai distrutta dai bombardamenti e abbandonata dai tedeschi, è assessore del Partito comunista italiano (Pci) nella giunta, nominata dal Comitato di liberazione nazionale (Cln), di Comunardo Morelli.
Nel novembre del 1944 decide di continuare la guerra di Liberazione: è organizzatore e reclutatore dei volontari che si uniscono al gruppo di combattimento “Cremona”. Il 2 febbraio 1945 parte volontario ed è soldato comandante nelle trincee del ravennate, dimostrandosi guida politica e autorità morale dei combattenti ternani.
A guerra finita, ritorna a Terni dove viene nominato segretario provinciale del Comitato per l'assistenza post-bellica. Tra gli anni Quaranta e Cinquanta, partecipa attivamente alla vita politica dell'amministrazione comunale di Terni: nel 1946 viene eletto consigliere comunale; inoltre è più volte assessore sino al 1955 con varie deleghe, fra le quali polizia municipale, assistenza e lavori pubblici. Svolge un ruolo di primo piano anche nella ricostituzione del tessuto democratico della società ternana ricoprendo vari ruoli: membro del Consiglio dell'Ente comunale di assistenza; Presidente della Cooperativa unione dei lavoratori e della FederCoop. É stato inoltre presidente per molti anni del comitato provinciale di Terni dell'Associazione nazionale partigiani d'Italia (Anpi).
Muore a Terni il 23 settembre 1993.


Yuri Capoccia


Fonti e bibl.: Acs, Cpc, b. 5565, fasc. 111984; Asisuc, Anpi Terni, Resistenza/Liberazione, b. 9, fasc. 11; b. 10, fasc. 15; G. Canali, Zenoni Bruno, in Enciclopedia dell’Antifascismo e della Resistenza, vol. VI, T-Z, Bergamo, Walk Over, Milano, La Pietra, 1989; A. Dal Pont  e S. Carolini, L'Italia al confino. Le ordinanze di assegnazione al confino emesse dalle Commissioni provinciali dal novembre 1926 al luglio 1943, vol. III, La Pietra, Milano 1983, p. 1236; A. Dal Pont e S. Carolini, L'Italia dissidente e antifascista. Le ordinanze, le Sentenze istruttorie e le Sentenze in Camera di consiglio emesse dal Tribunale speciale fascista contro gli imputati di antifascismo dall'anno 1927 al 1943, vol. II, La Pietra, Milano 1980, pp.1011-1012; Bruno Zenoni, La memoria come arma. Scritti sul periodo clandestino e sulla Resistenza, a cura di Renato Covino, Editoriale umbra, Isuc, Perugia, 1996.





  • Filipponi Alfredo Nasce a La Valle (o Macenano, Ferentillo, Tr) il 21 settembre 1897. Negoziante. Comunista. Arrestato, amminito e sorvegliato, dopo l'Otto settembre contribuisce alla nascita della brigata "Gramsci". Muore a Terni il 3 settembre 1974 LEGGI DI PIU' »
  • Zagaglioni Vero Nasce il 30 marzo 1913 a Narni (Tr). Operaio. Comunista. Partecipa alla guerra di Liberazione all'interno del battaglione "Spartaco Lavagnini", della brigata "Gramsci" e successivamente come volontario nella divisione "Cremona". Muore a Tarquinia (Vt) il 13 settembre 1987. LEGGI DI PIU' »
  • Scaramucci Gino Nasce a Gualdo Tadino (Pg) il 17 agosto 1904. Minatore. Comunista. Condannato a 5 anni di confino per attività comunista in Italia e all'estero, dopo l'8 settembre è tra i fondatori della brigata "Gramsci". Muore a Perugia il 24 aprile 1966. LEGGI DI PIU' »
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