• Ingresso delle truppe alleate a Città di Castello, 22 luglio 1944
  • Primo raduno degli ex perseguitati politici della provincia di Perugia (1945). Fra gli ospiti, il terzo da sinistra nella fila in alto è l'avv. Mario Berlinguer, padre di Enrico, ex deputato aventiniano allora fra i massimi responsabili dell'Alto commissa
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto” in marcia
  • Partigiani jugoslavi della “Gramsci” a Norcia nel giugno 1944
  • 11.	Comando del battaglione “Tito” della brigata “Gramsci”. Al centro Svetozar Laković “Toso”
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto”

Speranza Giovanni

Nasce a Terni il 1 novembre 1906. Pittore. Comunista. Dopo un iniziale appoggio dimostrato verso il fascismo, entra in contatto con le idee comuniste grazie all'influenza del fratello maggiore ma soprattutto frequentando la palestra “Garibaldi” dove si allena come podista che, a seguito dell'avvento del fascismo, rappresenta il principale luogo di ritrovo dei giovani comunisti ternani. Nel 1927 viene riorganizzata a Terni la federazione giovanile clandestina del Partito comunista d'Italia (Pcd'I) dove assume l'incarico di tessere le relazioni con altre città umbre. Durante il tentativo di far arrivare del materiale propagandistico a Spoleto (Pg), il suo contatto viene arrestato e fa il suo nome alle autorità, per questo è arrestato e deferito al Tribunale speciale per la difesa dello Stato che lo condanna a 5 anni di reclusione per «propaganda comunista e ricostituzione del pcd'i». Nel 1929, i suoi familiari presentano domanda di grazia ma Speranza rinuncia, scontando l'intera pena carceraria fra Roma, Perugia, Alessandria e Civitavecchia (Rm). È liberato nel novembre 1932 e immediatamente diffidato. Nell'aprile 1936, è nuovamente deferito al Tribunale speciale per «propaganda sovversiva» accusato di aver danneggiato un pino dedicato ad Arnaldo Mussolini ed affisso sui muri manifesti comunisti; viene tuttavia prosciolto per insufficienza di prove. In questo periodo trova impiego presso lo Jutificio “Centurini”. Nel marzo 1937 viene arrestato e condannato per aver violato i vincoli dell'ammonizione, ma in occasione dell'amnistia concessa per la nascita Vittorio Emanuele erede al trono viene rilasciato. Sul finire degli anni Trenta è più volte fermato, come in occasione delle visite di Hitler in Italia (1938) e di Mussolini a Terni (1940).
All'indomani dell'Armistizio prende parte alla guerra di Liberazione: insieme a Ferrante Trappetti e Angelo Maccari dà vita ad una formazione composta da una ventina di uomini con base d'appoggio tra Colle dell'Oro, Campitelli, Cesi e Giuncano ed operante nelle zone dei monti di Cesi (Terni), successivamente inquadrata nella brigata “Gramsci”.
Muore a Pietra Ligure (Sv) il 3 agosto 1992.


Yuri Capoccia


Fonti e bibl.: Acs, Cpc, b. 4906, fasc. 007023; Asisuc, Anpi Perugia, b. 3, fasc. 8; A. Dal Pont e S. Carolini, L'Italia dissidente e antifascista. Le ordinanze, le Sentenze istruttorie e le Sentenze in Camera di consiglio emesse dal Tribunale speciale fascista contro gli imputati di antifascismo dall'anno 1927 al 1943, vol. I-II, La Pietra, Milano 1980, pp. 323-324, 884.



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