• Ingresso delle truppe alleate a Città di Castello, 22 luglio 1944
  • Primo raduno degli ex perseguitati politici della provincia di Perugia (1945). Fra gli ospiti, il terzo da sinistra nella fila in alto è l'avv. Mario Berlinguer, padre di Enrico, ex deputato aventiniano allora fra i massimi responsabili dell'Alto commissa
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto” in marcia
  • Partigiani jugoslavi della “Gramsci” a Norcia nel giugno 1944
  • 11.	Comando del battaglione “Tito” della brigata “Gramsci”. Al centro Svetozar Laković “Toso”
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto”

Scaramucci Gino

Nasce a Gualdo Tadino (Pg) il 17 agosto 1904. Minatore. Comunista. Proviene da una famiglia povera e molto numerosa per questo è costretto ad abbandonare gli studi giovanissimo, in quarta elementare, per lavorare come manovale presso le cave di Branca-Carbonesca nel comune di Gubbio (Pg).
Nel primo dopoguerra, emigra in Lussemburgo dove trova lavoro come minatore. Qui, inizia l'attività politica iscrivendosi al Partito comunista d'Italia (Pcd'i), del quale diviene presto uno dei principali quadri dirigenti occupandosi dell'organizzazione del partito all'estero. A causa della sua attività di propaganda comunista viene allontanato dal Lussemburgo; in seguito, si reca prima in Belgio, dove lavora come minatore, e successivamente si trasferisce in Francia, a Parigi. Nella capitale francese è collaboratore del Centro estero del Pcd'i e stringe rapporti con Luigi Longo. Nei primi anni Trenta viene inviato dal partito in Unione Sovietica, dove frequenta per due anni un corso di studi militari presso la Scuola Leninista di Mosca.
Tornato in Francia, riprende l'attività clandestina che lo porta più volte in Italia per organizzare la lotta al regime fascista. Nel 1933, durante un viaggio in Italia, è arrestato dalla milizia fascista a Verona. L'11 maggio 1933 la Commissione provinciale lo condanna a 5 anni di confino per «attività comunista in Italia e all'estero», pena che viene scontata prima a Ponza (Lt) e poi Ventotene (Lt). Nel corso del periodo di reclusione a Ponza conosce Giorgio Amendola, il quale scrive della loro amicizia nel libro “Un'isola”. Il 16 novembre 1939, al termine naturale del periodo di detenzione, viene nuovamente riassegnato al confino per ulteriori 5 anni dalla Commissione provinciale di Littoria con la seguente motivazione: «al termine della pena precedente, riassegnat[o] per la cattiva condotta politica tenuta in colonia».
È liberato il 3 settembre 1943, lo stesso giorno partecipa in rappresentanza della provincia di Terni insieme ad Armando Fedeli, quest'ultimo per la federazione di Perugia, alla direzione nazionale del Partito comunista italiano (Pci) per «organizzare la Resistenza del popolo italiano contro l'invasore tedesco» che si tiene a Roma nella casa di Fabrizio Onofri. Dopo l'armistizio (8 settembre 1943), lavora per mettere in pratica nel ternano le direttive stabilite durante la direzione nazionale: prendere contatto con le masse popolari e con gli esponenti politici antifascisti; costituire commissioni unitarie per chiedere ai Comandanti di Presidio di fare resistenza ai tedeschi e, in caso di risposta negativa, impossessarsi delle armi e dare vita alla guerra partigiana. A Terni si verifica quest'ultima situazione, pertanto il comitato federale del partito gli affida la direzione politica della Resistenza ed assume il nome di battaglia “Augusto”. Grazie alla preparazione militare ottenuta con gli studi in Unione Sovietica organizza la Resistenza nelle fabbriche e contribuisce, in maniera determinate, alla nascita della brigata “Gramsci”, riunendo le varie formazioni partigiane operanti nel ternano. Nei primi mesi del 1944, viene inviato in Abruzzo per dirigere la Resistenza, dove partecipa alla Liberazione de L'Aquila.
Nel dopoguerra è un quadro del Pci, prima nella federazione ternana, poi a Foligno (Pg) e a Spoleto (Pg). Nel 1952 viene eletto consigliere della Provincia di Perugia, divenendone Presidente nel 1953. Nel corso della lunga presidenza (1953-1964), la sua azione di governo pone le basi per la ripresa economica dell'Umbria e per la nascita dell'ente regionale umbro. Al termine del mandato, diviene Presidente della commissione di controllo della federazione perugina del Pci.
Muore a Perugia il 24 aprile 1966.

Yuri Capoccia


Fonti e bibl.:  Acs, Cpc, b. 4663, fasc. 7686; Asisuc, Anpi Perugia, b. 3, fasc. 8; Asisuc, Anppia Perugia, b. 2 fasc. 5, f; Asisuc, Anpi Terni, Resistenza/Liberazione, b.8, fasc. 8 c; Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (Anpi), sez. Donne e Uomini della Resistenza, http://www.anpi.it/donne-e-uomini/201/gino-scaramucci, ad nomen; A. Dal Pont e S. Carolini, L'Italia al confino. Le ordinanze di assegnazione al confino emesse dalle ommissioni provinciali dal novembre 1926 al luglio 1943, vol. II-IV, La Pietra, Milano 1983, pp. 471, 1300; S. Gambuli, Gino Scaramucci, appunti per una biografia, in Il Pci in Umbria, 1921-1991. Un'ideologia rivoluzionaria per una pratica riformista, a cura di A. Stramaccioni, Cronache umbre edizioni, 1992; G. Scaramucci, Come fu impostata e come si sviluppò la lotta partigiana nella provincia di Terni: settembre 1943 – giugno 1944, in S. Bovini (a cura di), L'Umbria nella Resistenza, vol. I, Editori Riuniti, Roma 1972. 




  • Fedeli Armando Nasce a Perugia il 28 gennaio 1898. Operaio meccanico. Comunista. Arrestato, confinato e internato, lavora all'organizzazione della Resistenza nella provincia di Perugia. Muore a Perugia il 10 ottobre 1965 LEGGI DI PIU' »
  • Zenoni Bruno Nato a Marmore (Tr) il 3 aprile 1908. Barbiere. Comunista. Confinato e iscritto in Rubrica di frontiera, partecipa alla guerra di Liberazione come intendente nella brigata "Gramsci" e come volontario nel gruppo di combattimento "Cremona". Muore a Terni il 23 settembre 1993. LEGGI DI PIU' »
  • Inches Vincenzo Nasce a Foligno (Pg) il 29 aprile 1882. Operaio. Dapprima socialista poi comunista. Arrestato per propaganda sovversiva, condannato al confino, durante la guerra di liberazione è tra i vertici del Cln di Terni. Muore a Terni il 24 giugno 1962. LEGGI DI PIU' »
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