• Ingresso delle truppe alleate a Città di Castello, 22 luglio 1944
  • Primo raduno degli ex perseguitati politici della provincia di Perugia (1945). Fra gli ospiti, il terzo da sinistra nella fila in alto è l'avv. Mario Berlinguer, padre di Enrico, ex deputato aventiniano allora fra i massimi responsabili dell'Alto commissa
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto” in marcia
  • Partigiani jugoslavi della “Gramsci” a Norcia nel giugno 1944
  • 11.	Comando del battaglione “Tito” della brigata “Gramsci”. Al centro Svetozar Laković “Toso”
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto”

Rossi Raffaele

Nasce a Perugia il 1 febbraio 1923. Insegnante. Comunista. Figlio di un fabbro meccanico e di una sarta, nonostante le ristrettezze economiche la famiglia riesce a fargli proseguire gli studi, fino ad ottenere il diploma magistrale. Negli anni di frequentazione di questo Istituto riceve gli insegnamenti di Averardo Montesperelli ed entra in contatto con Aldo Capitini. Contribuisce attivamente all'organizzazione dei gruppi giovanili antifascisti, tenendo riunioni insieme ai compagni dell'Istituto magistrale e agli studenti del Liceo classico. Ottiene la licenza per l'insegnamento nel 1942, quando il primo incarico lo porta nella scuola rurale di Pupaggi (Sellano, Pg), dalla quale passa, in seguito, ad insegnare in altre scuole di campagna dislocate nel territorio perugino e ternano.
La sua attività antifascista non si interrompe. Torna a Perugia durante il periodo dell'occupazione tedesca, ricevendo l'incarico di coordinare le azioni del gruppo giovanile comunista insieme ad Ilvano Rasimelli e Lanfranco Mencaroni, con i compiti di raccogliere armi, distribuire volantini e copie del foglio “La nostra lotta”.
Dopo la Liberazione, oltre all'incarico di insegnante, si dedica subito alla politica e alla condizione dei mezzadri. Partecipa al V congresso del Pci nel gennaio 1946, come delegato della federazione giovanile perugina, mentre il 2 giugno 1946, insieme a Dario Taba, entra a far parte della commissione di organizzazione della federazione perugina. Nel 1948 decide a malincuore di abbandonare la carriera di insegnante, per dedicarsi unicamente all'attività del partito, del quale diventa vicesegretario provinciale nello stesso anno. Il 1951 lo vede diventare segretario, carica che mantiene fino al 1956, quando Giorgio Amendola gli chiede di assumere la guida della federazione di Terni, per sostituire Albertino Masetti. Nello stesso delicatissimo anno, venne eletto nel Comitato centrale dell'VIII Congresso del Pci. A Terni, dove vive e lavora per circa venti anni, ricopre la carica di consigliere comunale e di assessore alla Pubblica istruzione. Nel 1964, nonostante l'impegno politico, decide di ritornare ad insegnare, trovando posto come maestro nella scuola di Avigliano Umbro (Tr). Nel 1966 accetta la carica di segretario regionale del partito e, nel 1968, viene nominato membro del Consiglio d'Europa e Senatore della Repubblica, carica per la quale viene rieletto per tre legislature, fino al 1979.
Tornato a Perugia nel 1975, diventa consigliere comunale, mentre nel 1980 assume la carica di vice sindaco, attività dalla quale emerge la sua costante attenzione per i cambiamenti sociali e per le strutture scolastiche, ricoprendola fino al 1987, anno in cui si dimette.
Nel 1974 figura come uno dei promotori e fondatori dell'Istituto per la storia dell'Umbria contemporanea, ricoprendone la carica di presidente per diciotto anni, dal 1983 fino al 2001, proseguendo anche in questo contesto la sua intensa attività pubblicistica e di ricerca. Numerose sono le pubblicazioni a carattere storico, in particolare segnaliamo:
R. Rossi (a cura di), Perugia. Storia illustrata delle città dell’Umbria, 3 v., Milano, Sellino, 1993; Id., Armando Fedeli, Carlo Farini. Dal socialismo umbro al «partito nuovo», Perugia, Regione dell’Umbria, 1979; Id., Il difficile percorso della ripresa democratica, in R. Covino (a cura di), L’Umbria verso la ricostruzione, Atti del convegno «Dal conflitto alla libertà» (Perugia, 28-29 marzo 1996), Perugia, Isuc; Foligno, Editoriale Umbra, 1999; Id. e M. Volpi (a cura di), Alberto Apponi: il politico, il magistrato: scritti e documenti, Editoriale umbra, Perugia,1999; Id., Discorso sulla città: passato e presente a confronto nella regione "ritrovata", Perugia, Protagon, 1984; Id., Una regione di città: l'Umbria e il federalismo democratico, Arrone, Terni, Thyrus, 1996; Id., Le città come risorsa nel futuro europeo dell'Umbria: democrazia e qualità sociale della vita per una riforma istituzionale da parte dei cittadini, Perugia, [s.e.], 1988; Id. e A. Stramaccioni (a cura di), Per la storia dei comunisti di Perugia e dell'Umbria 1921-1991: saggi e fonti documentarie, Perugia, Soprintendenza archivistica per l'Umbria, 2000.
Muore a Perugia il 7 febbraio 2010. 



Benito Totino 


Fonti e bibl.: R. Rossi, Volevamo scalare il cielo. Il Novecento dai luoghi della memoria, Edizioni Era Nuova, Ellera Umbra 1999; Id., Introduzione, Alcune note per una storia dell'antifascismo e della Resistenza nella città di Perugia, Perugia '41, in S. Bovini (a cura di), L'Umbria nella resistenza, 2 v., Editori Riuniti, Roma 1972; Id., Il Pci in una regione rossa. Intervista a cura di Renzo Massarelli, Perugia, Grafica, [1977], http://www.raffaelerossi.it/





  • Taba Dario (Libero) Nasce a Corciano il 17 luglio 1902. Commerciante. Comunista. Combattente durante la guerra di Spagna, internato e partigiano della brigata Innamorati, muore a St Laurent du Var (Francia) il 3 luglio 1981. LEGGI DI PIU' »
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