• Ingresso delle truppe alleate a Città di Castello, 22 luglio 1944
  • Primo raduno degli ex perseguitati politici della provincia di Perugia (1945). Fra gli ospiti, il terzo da sinistra nella fila in alto è l'avv. Mario Berlinguer, padre di Enrico, ex deputato aventiniano allora fra i massimi responsabili dell'Alto commissa
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto” in marcia
  • Partigiani jugoslavi della “Gramsci” a Norcia nel giugno 1944
  • 11.	Comando del battaglione “Tito” della brigata “Gramsci”. Al centro Svetozar Laković “Toso”
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto”

Righetti Remo

Nasce a Terni il 25 marzo 1901. Operaio. Comunista. Inizia a lavorare nello Justificio Centurini non appena conclude le scuole elementari a causa delle condizioni indigenti della famiglia, aggravate dalla morte del padre qualche anno prima. A quindici anni frequenta il circolo della Gioventù socialista di cui diviene segretario più tardi, nel 1919. Intanto, compiuti sedici anni è impiegato presso la Fabbrica d'armi. Nel 1921 è richiamato al servizio militare che presta presso la marina. Durante la leva, mentre si trova a La Spezia, si iscrive al Partito comunista d'Italia (Pcd'i) subito dopo la scissione di Livorno. Costituisce una cellula comunista all'interno della corazzata “Giulio Cesare”, dove era imbarcato, diffondendo manifestini e il giornale “Il Comunista”.
Concluso il servizio militare nel 1924 fa ritorno a Terni. Il partito oramai è in clandestinità, nel paese di origini come in tutta Italia. Svolge un ruolo fondamentale in questa fase adoperandosi per tenere in piedi l'attività politica comunista, in controtendenza rispetto al progressivo defilarsi della altre forze politiche antifasciste, dai socialisti ai repubblicani. Nel 1932, con l'arrivo da Parigi del giovane dirigente comunista Clemente Maglietta, si riorganizza il comitato federale ternano a cui partecipa insieme ad Agamante Androsciani, Alido Berselli, Vincenzo Inches e Giuseppe Bravetti. Il lavoro svolto dal nuovo comitato clandestino, in cui Righetti svolge funzioni amministrative, è ottimo soprattutto sul fronte della propaganda, che avviene con la distribuzione di manifestini. Nel 1932, a seguito di una confessione di un compagno dopo un duro interrogatorio, l'operaio ternano insieme ad altre trentadue persone, tra i quali tutti gli altri componenti del comitato, viene deferito al Tribunale speciale per la difesa dello Stato per «associazione e propaganda sovversiva». Tuttavia, è scarcerato nel novembre dello stesso anno per l'amnistia del Decennale. Dopo il rilascio riprende l'attività politica, è di nuovo arrestato nel 1936 per la «diffusione di volantini antifascisti inneggianti alla Spagna repubblicana» e condannato a 5 anni di confino. La pena viene scontata nelle Isole Tremiti (Fg) dove frequenta la scuola di partito seguendo corsi di economia politica e disegno meccanico. Nel giugno del 1939 il periodo restante della pena viene commutato in ammonizione. Ritorna a Terni dove, dopo un periodo di disoccupazione, trova impiego presso l'officina Salit.
All'indomani dello scoppio della seconda guerra mondiale, a seguito dell'inizio bombardamenti di Terni, decide di abbandonare la città per trasferirsi Cenerente, una frazione di Perugia. Nel capoluogo umbro viene arrestato mentre ascolta “Radio Londra”. Rimane incarcerato tra il 1943 e il 1944, detenzione che non gli consente di partecipare alla guerra di Liberazione. Durante il periodo passato nelle carceri perugine allaccia rapporti con i detenuti comunisti, tra i quali Alunni Pierucci Francesco.
Dopo la liberazione di Terni è tra i componenti della giunta comunale nominata dal Comitato di liberazione nazionale (Cln). Alle prime elezioni comunali del dopoguerra è eletto consigliere comunale per il Partito comunista italiano (Pci), carica che ricopre per 29 anni. Il suo impegno non è profuso esclusivamente nelle istituzioni, ma anche nella vita delle associazioni e del partito: è presidente della federazione provinciale cooperative e mutue, presidente provinciale dell'Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti (Anppia), nonché membro del comitato della federazione provinciale del Pci.
Muore a Terni l'8 marzo 1996.

Yuri Capoccia 


Fonti e bibl.: Acs, Cpc, b. 4324, ad nomen;  Asisuc, Anpi Terni, Resistenza/Liberazione, b. 10, fasc. 12; A. Dal Pont e S. Carolini, L'Italia al confino. Le ordinanze di assegnazione al confino emesse dalle Commissioni provinciali dal novembre 1926 al luglio 1943, vol. III, La Pietra, Milano, 1983, p. 1239, A. Dal Pont e S. Carolini, L'Italia dissidente e antifascista. Le ordinanze, le Sentenze istruttorie e le Sentenze in Camera di consiglio emesse dal Tribunale speciale fascista contro gli imputati di antifascismo dall'anno 1927 al 1943, vol. II, La Pietra, Milano 1980, pp. 674-675; B. Zenoni e G. Canali (a cura di), L'emancipazione di un proletario/Remo Righetti, Anppia, Terni, 1976.





  • Alunni Pierucci Francesco Nasce a Umbertide (Pg) il 4 giugno 1902. Commerciante pizzicagnolo. Prima socialista, poi comunista. Confinato, arrestato e internato, muore a Perugia l'8 aprile 1985. LEGGI DI PIU' »
  • Berselli Alido Nasce a Terni il 2 febbraio 1903. Operaio. Comunista. Arresto, vigilato e confinato, prende parte alla guerra di Liberazione fiorentino presso la formazione partigiana «Tricolore Perseo». Muore a Terni il 9 gennaio 1980. LEGGI DI PIU' »
  • Androsciani Agamante Nasce a Terni il 14 febbraio 1902. Meccanico. Comunista. Arrestato e confinato, il 2 febbraio 1945 si unisce al gruppo di combattimento «Cremona». Muore a Terni il 1 settembre 1994. LEGGI DI PIU' »
  • Inches Vincenzo Nasce a Foligno (Pg) il 29 aprile 1882. Operaio. Dapprima socialista poi comunista. Arrestato per propaganda sovversiva, condannato al confino, durante la guerra di liberazione è tra i vertici del Cln di Terni. Muore a Terni il 24 giugno 1962. LEGGI DI PIU' »
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