• Ingresso delle truppe alleate a Città di Castello, 22 luglio 1944
  • Primo raduno degli ex perseguitati politici della provincia di Perugia (1945). Fra gli ospiti, il terzo da sinistra nella fila in alto è l'avv. Mario Berlinguer, padre di Enrico, ex deputato aventiniano allora fra i massimi responsabili dell'Alto commissa
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto” in marcia
  • Partigiani jugoslavi della “Gramsci” a Norcia nel giugno 1944
  • 11.	Comando del battaglione “Tito” della brigata “Gramsci”. Al centro Svetozar Laković “Toso”
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto”

Miliocchi Guglielmo

Nasce a Perugia il 12 settembre 1873. Maestro elementare, combattente garibaldino, consigliere comunale. Repubblicano. Figlio di artigiani del Rione di Porta Sant'Angelo, giovanissimo viene a contatto con ambienti anarco-socialisti, come il "Circolo Guglielmo Oberdan" e l'Associazione repubblicana-socialista "Gioventù Operosa", ed all'Associazione anticlericale "Gesù Cristo", anche se ben presto passò alla militanza esclusiva ed attiva nel Partito Repubblicano. Comincia ad insegnare giovanissimo nel 1897, come "sotto-maestro Scuole Elementari Urbane Maschili" di Perugia ma nel 1900 viene radiato dalla docenza per precedenti penali, quali aver promosso comizi non autorizzati, ed aver propagandato il libro I doveri dell'uomo di Giuseppe Mazzini. Sembra però che il 'casus belli' sia stato il rifiuto dell'osservanza del lutto per la morte del Re Umberto I. Nel 1901 fonda il settimanale dei repubblicani umbro-sabini Il Popolo, insieme all'amico Zopiro Montesperelli, per il quale svolse sempre costante attività pubblicistica, ne fu a lungo gerente responsabile ed incaricato prevalentemente di relazionare sui Congressi del Partito. Nello stesso anno aderì alla Massoneria, alla quale avrebbe fatto aderire poco tempo più tardi gli stessi fratelli Garibaldi (nipoti dell'Eroe dei due mondi, conosciuti nella Grande Guerra) nella sua loggia di Perugia. Nel 1909 viene nominato segretario del Comitato per le celebrazioni del Cinquantenario del 20 giugno 1859, e dal 19 agosto 1914 al 20 marzo 1915 si arruola volontario nella Legione garibaldina prendendo parte, insieme alla Legione straniera francese, all'impresa delle Argonne. In trincea stringe amicizia con Peppino e Bruno Garibaldi, Giuseppe Chiostergi e molti altri futuri esponenti politici. Dalla trincea scrive un Diario intitolato Ricordi dal Fronte che pubblica a puntate su Il Popolo. Tornato a Perugia, riprende il ruolo di consigliere comunale che aveva interrotto (lo fu dal 1909 al 1918 e, dopo la Seconda Guerra Mondiale, dal 1946 al 1957) con deleghe su istruzione, scuola, problemi sociali. Diviene promotore di diverse manifestazioni a carattere laico, tra cui una raccolta di firme per un monumento dedicato ai Caduti del 20 giugno 1859 in piazza Giordano Bruno, davanti alla Basilica di San Domenico e per l'edificazione di un centro ricreativo laico per ragazzi. Sotto il regime fascista si trova costretto a chiudere il settimanale, viene annoverato tra gli schedati politici e sottoposto a severa e costante sorveglianza, nonché si vede estromesso dalla vita pubblica e dall'insegnamento. È costretto a svolgere i mestieri più umili per sopravvivere, come distributore e venditore di giornali, lunari ed almanacchi porta a porta, è costretto a cambiare abitazione più volte ed a pubblicare clandestinamente - a sue spese - opuscoli di propaganda a carattere repubblicano. Riesce però a tenere attivo un folto gruppo di amici e compagni di partito e, godendo di un grande rispetto da parte dei concittadini, tiene spesso lezioni e comizi pubblici. Dopo la liberazione di Perugia ridà impulso alla Società Generale Operaia di Mutuo Soccorso. In ragione del suo operato da giornalista e pubblicista, è nominato presidente e decano del Circolo della Stampa di Perugia. Gli ultimi anni della sua vita li passa in povertà, circondato dall'affetto di amici e discepoli come Vittor Ugo Bistoni, Luigi Antonelli, Alfredo Abatini, Raffaele Monteneri, Vincenzo Ciangaretti ed il poeta umbro dialettale Claudio Spinelli. Muore a Perugia il 14 dicembre 1958. Sulla sua tomba sono incise le parole: Ho vissuto e muoio nella fede di Giuseppe Mazzini. La sua vita è da sempre stata profondamente legata all'aneddotica. 


Gianluca D'Elia


Fonti e bibl.: Acs, Cpc, b. 3289, fasc. 90608, ad nomen «Miliocchi Guglielmo fu Giuseppe»; Asp, Questura, Radiati, b. 25, fasc. 58 ad nomen «Miliocchi Guglielmo»; Asp, Archivio Storico del Comune di Perugia, Atti della Giunta, vol. 3, 1898; Ugo Bistoni e Paola Monacchia, Due secoli di Massoneria a Perugia e in Umbria (1775-1975), Editrice Volumnia, Perugia 1975; Luigi Catanelli, Usi e costumi del territorio perugino agli inizi del ‘900, Edizioni dell'Arquata, Foligno 1987; Alberto Grohmann, Perugia, Laterza, Bari 1990; Armando Alberati, Il governo democratico a Perugia. Tutti gli amministratori del Comune in cinquanta anni di proporzionale 1946 - 1992, Protagon, Perugia 1994; Dante Magnini, Perugia nell'età della Patria (1915-1940), Editrice Volumnia, Perugia 1995; Uguccione Ranieri di Sorbello, Perugia della Bell'Epoca (1859-1915), prefazione di Claudia Minciotti Tsoukas, Editrice Volumnia, Perugia 2005; Franco Bozzi, Storia del Partito Socialista in Umbria; presentazione di Giorgio Spini, Era nuova, Ellera 1996; Luciana Brunelli, Alberto Sorbini (a cura di), Scritti in onore di Raffaele Rossi, Editoriale Umbra, Isuc, Foligno-Perugia 2003; Gianluca D'Elia, L'ultimo dei mazziniani perugini: Guglielmo Miliocchi (1873-1958): con alcuni estratti dai verbali del Consiglio comunale di Perugia, «Diomede : rivista di cultura e politica dell'Umbria», 2011, 18, pp. 57-65; Id., Guglielmo Miliocchi (1873-1958) ed il suo tempo. Per uno studio bio-bibliografico e delle fonti, Soprintendenza archivistica per l'Umbria, Perugia 2012




  • Abatini Alfredo Nasce a Perugia il 3 maggio 1892. Avvocato. Repubblicano. E' tra i fondatori a Perugia di «Italia Libera» e presidente del locale Cpln. Muore a Perugia il 28 agosto 1959. LEGGI DI PIU' »
  • Monteneri Raffaello Nasce a Perugia, 11 settembre 1890. Avvocato. Repubblicano. Iscritto alla Massoneria e considerato sovversivo, muore a Perugia il 15 aprile 1968. LEGGI DI PIU' »
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