• Ingresso delle truppe alleate a Città di Castello, 22 luglio 1944
  • Primo raduno degli ex perseguitati politici della provincia di Perugia (1945). Fra gli ospiti, il terzo da sinistra nella fila in alto è l'avv. Mario Berlinguer, padre di Enrico, ex deputato aventiniano allora fra i massimi responsabili dell'Alto commissa
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto” in marcia
  • Partigiani jugoslavi della “Gramsci” a Norcia nel giugno 1944
  • 11.	Comando del battaglione “Tito” della brigata “Gramsci”. Al centro Svetozar Laković “Toso”
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto”

Merini Crispino

Nasce a Spoleto (Pg) il 26 maggio 1886. Farmacista. Iscritto al Partito popolare. Dopo aver terminato gli studi in farmacia, prende parte come volontario alla Prima Guerra Mondiale. Terminata la guerra, dopo aver ricevuto l’incarico di farmacista all’ospedale principale del Celio di Roma, il 20 gennaio 1925 apre una propria farmacia a Spoleto. Fin dagli esordi politici del fascismo egli ne è un deciso oppositore. È stato antifascista da subito. Il 9 agosto 1940 viene arrestato dall’OVRA perché responsabile di attività disfattista e antinazionale e condannato dalla Commissione provinciale al confino di polizia per la durata di due anni, da scontare a Eboli. Nel marzo 1941 la Commissione di appello per gli assegnati al confino riduce la pena a quanto egli aveva già scontato e tramuta la sua condizione a vigilato speciale. Può, quindi, tornare a Spoleto ma sotto stretta sorveglianza. Il 6 ottobre 1943 lascia la propria abitazione e si trasferisce a Sant’Anatolia di Narco, zona in cui si sta organizzando la banda partigiana di Ernesto Melis. In data 10 ottobre si unisce alla suddetta banda, gli viene assegnato il ruolo di medico di banda e subito salva la vita ad un prigioniero tedesco, un maresciallo, la cui gamba stava andando in cancrena dopo uno scontro a fuoco con i partigiani di Melis. Il 14 ottobre prende parte alla battaglia, a Caso, contro i tedeschi in cerca degli slavi fuggiti dal carcere della Rocca di Spoleto. Dopo lo scioglimento della banda torna a Spoleto. Nel post liberazione partecipa alla vita politica della città: è tra i fondatori della sezione locale della Democrazia Cristiana (Dc) e in data 9 maggio il 1945 entra, come rappresentante della Dc, nel Comitato di Liberazione Nazionale (Cln) e vi rimane fino all’ottobre dello stesso anno. Nel 1945 viene eletto nel Consiglio dell’Accademia Spoletina e nel 1970 ne diviene il presidente. Il 23 agosto 1963 viene ufficialmente riconosciuto come partigiano combattente e riceve la croce al merito di guerra in seguito ad attività partigiana. Muore il 25 giugno 1973 a Spoleto.


Matteo Luzzi


Fonti e bibl.: L’autorità debole. Il Comitato di Liberazione Nazionale di Spoleto attraverso i verbali delle sue riunioni (1944-1946), a cura di Paolo Raspadori, Narni, Giada, 2003; Marta Bartoli, Crispino Merini. Presidente dell’Accademia Spoletina, Spoleto, Edizioni dell’Accademia Spoletina, 2003; Leopoldo Boscherini, Crispino Merini. Il pensiero e l’azione civile (1886 – 1973), Montepulciano, Le Balze, 2003; Matteo Luzzi, Crispino Merini: una storia di resistenza nella Resistenza, tesi di laurea triennale, Università degli studi di Perugia, a.a 2013/2014; Sergio Petrillo e Maurizio Hanke, Spoleto 1943. Ricordi, testimonianze e documenti, Spoleto, Edizioni dell’Accademia Spoletina, 1984;  L’Umbria dalla guerra alla Resistenza, a cura di Luciana Brunelli e Gianfranco Canali, Foligno, Editoriale Umbra, 1998; L’Umbria verso la ricostruzione, a cura di Renato Covino, Foligno, Editoriale Umbra, 1999.



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