• Ingresso delle truppe alleate a Città di Castello, 22 luglio 1944
  • Primo raduno degli ex perseguitati politici della provincia di Perugia (1945). Fra gli ospiti, il terzo da sinistra nella fila in alto è l'avv. Mario Berlinguer, padre di Enrico, ex deputato aventiniano allora fra i massimi responsabili dell'Alto commissa
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto” in marcia
  • Partigiani jugoslavi della “Gramsci” a Norcia nel giugno 1944
  • 11.	Comando del battaglione “Tito” della brigata “Gramsci”. Al centro Svetozar Laković “Toso”
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto”

Massimi in Rossi Laura

Nasce a Ferentillo (Tr) il 14 ottobre 1904. Maestra. Comunista. Moglie del partigiano della Brigata Gramsci Rizziero Rossi. Nell'inverno 1943-44, insieme alle due figlie, segue il marito prima a Valle (Arrone, Tr) e poi a Colforcella (Cascia, Pg). In questa fase è attiva nel fornire informazioni e prestare assistenza a prigionieri alleati di passaggio, renitenti alla leva, disertori della Rsi e agli sfollati. Non risulta mai impegnata in azioni di combattimento. Il 20 aprile 1944 è coinvolta nel rastrellamento tedesco e fascista di Colforcella: si salva nascondendosi insieme alle figlie in una chiesa. Dopo la Liberazione, con altre ex partigiane, fonda a Terni la prima sezione dei Gdd, quindi dell'Udi, di cui è la prima segretaria provinciale. Grazie alla buona conoscenza della lingua inglese, è interprete presso il comando alleato. Grazie a tale incarico, ottiene dal Governatore americano l'assegnazione al comitato Udi di una parte dei viveri e generi di prima necessità requisiti sul mercato nero da distribuire alla popolazione. Si impegna, tra l'altro, nella istituzione di colonie estive per i bambini bisognosi. Il lavoro nell'Udi viene ricostruito nel volume Appunti per una storia delle democratiche in Umbria, che pubblica alla fine degli anni Settanta. Si dimette da segretaria dell'Udi il 21 dicembre 1947 per motivi di salute. Segretaria della Commissione femminile del Pci, per solidarietà col marito, espulso dal partito a seguito delle tensioni interne seguite al conflitto tra titini e antititini (1948-1949), abbandona ogni incarico politico e viene sostituita da Aida Tiso. Gli è riconosciuta la qualifica di partigiano. Muore a Ferentillo il 4 aprile 2002.

 

Carla Arconte




Fonti e bibl.: Asisuc, Anpi Terni, bb. 3,11; Ast, Pci Terni, b. 86; Appunti per una storia delle donne democratiche in Umbria, Quaderni della regione dell'Umbria, Serie Consulta della donna, Tip. Editrice Guerra, s.d.; Giuseppe Gubitosi, Il diario di Alfredo Filipponi comandante partigiano, Isuc, Editoriale Umbra, Perugia-Foligno 1991; Renata Stefanini Salvati, Sono stata una rivoluzionaria di professione, prefazione di Giglia Tedesco Tatò, postfazione di Claudio Carnieri, Edizioni Thyrus, Arrone (Tr) 1998; Carla Arconte (a cura di), Intervista a Gianna Angelini, Terni, 16 dicembre 2011.



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