• Ingresso delle truppe alleate a Città di Castello, 22 luglio 1944
  • Primo raduno degli ex perseguitati politici della provincia di Perugia (1945). Fra gli ospiti, il terzo da sinistra nella fila in alto è l'avv. Mario Berlinguer, padre di Enrico, ex deputato aventiniano allora fra i massimi responsabili dell'Alto commissa
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto” in marcia
  • Partigiani jugoslavi della “Gramsci” a Norcia nel giugno 1944
  • 11.	Comando del battaglione “Tito” della brigata “Gramsci”. Al centro Svetozar Laković “Toso”
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto”

Lepri Martino

Nasce a Bevagna (Pg) il 29 ottobre 1914, maestro elementare, antifascista. Discendente da un’illustre famiglia bevanate da tempo decaduta, insegna nelle scuole elementari di Casa del Diavolo e di Civitella Benazzone, frazioni del Comune di Perugia. Nel 1935 parte volontario per l’Etiopia e, con il grado di secondo capo cannoniere della Marina, resta in servizio militare per cinque anni. Nel 1939 sposa Antonia Santi, nipote del socialista Pietro Santi, il farmacista di Bevagna. Hanno due figli: Giulio e  Maria Teresa (Sesa). Richiamato alle armi con l’ingresso dell’Italia nella Seconda guerra mondiale, Lepri torna a casa nel giugno 1943, quando la nave dove presta servizio viene silurata. La sera del 25 luglio, appresa da Radio Londra la notizia della caduta di Mussolini, con l’amico Cesare Manini distrugge le insegne del fascio in città. La mattina del 18 novembre 1943, insieme al fratello Giuseppe, è arrestato da tre fascisti della 103ª legione della Guardia nazionale repubblicana (Gnr) e portato alle carceri di Foligno. Mentre Giuseppe viene liberato, il 30 novembre Martino è destinato alle carceri di Perugia ma, durante il trasferimento, il treno è bombardato a Ponte San Giovanni e così lui riesce a scappare. Torna a Bevagna e si dà alla macchia sulla collina di Torre del Colle, nascondendosi in una grotta a ridosso del torrente Attone. Nascosti nel torrente e respirando con delle cannucce, durante il rastrellamento nazifascista del 6 marzo 1944, lui e i suoi compagni riescono a sottrarsi alla cattura. Già dalla fine del 1943 organizza la banda dei patrioti di Bevagna – dopo la sua morte passata al comando di Damino Pelagatti – che entra presto in conflitto con un gruppo di «slavi»,  fuggiti dal  vicino campo di concentramento di Bastardo e con ogni probabilità appartenenti alla formazione dei patrioti di Gualdo Cattaneo, che derubano la popolazione civile della zona.  Il 22 aprile 1944, durante un incontro con gli esponenti di tale banda presso una casa colonica non lontana dalla grotta, Lepri viene ucciso a rivoltellate. Nell’agosto 1944 è a suo nome intitolato il Circolo della Federazione giovanile comunista di Torre del Colle. Nel 2007 a lui e a Balbo Morlupo è intestata la sezione Anpi di Bevagna per iniziativa della quale, nel 2012, il luogo ove si trova la grotta che diede rifugio ai partigiani è divenuto un complesso monumentale denominato “Luogo della memoria partigiana”. 


Luciana Brunelli


Fonti e bibl.: Asp, Prefettura, Gabinetto e Cln-Fondo Monteneri; Archivio Storico del Comune di Bevagna, 1944 e 1945; Asisuc, Anpi Terni; L. Brunelli, Quando saltarono i ponti. Bevagna 1943-44, con un saggio iconografico di A. Lanari, Foligno, Editoriale Umbra, 2004; T. Rossi, Tracce di memoria. Guida ai luoghi della Resistenza e degli eccidi nazifascisti in Umbria, 2 voll., Foligno, Editoriale Umbra, 2013.




  • Morlupo Balbo (Angelo) Nasce a Bevagna il 14 marzo del 1924. Studente. Antifascista. Tra i fondatori della IV brigata Garibaldi, muore a Pieve Torina (Mc) il 19 febbraio del 1944, assassinato da un gruppo partigiano. LEGGI DI PIU' »
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