• Ingresso delle truppe alleate a Città di Castello, 22 luglio 1944
  • Primo raduno degli ex perseguitati politici della provincia di Perugia (1945). Fra gli ospiti, il terzo da sinistra nella fila in alto è l'avv. Mario Berlinguer, padre di Enrico, ex deputato aventiniano allora fra i massimi responsabili dell'Alto commissa
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto” in marcia
  • Partigiani jugoslavi della “Gramsci” a Norcia nel giugno 1944
  • 11.	Comando del battaglione “Tito” della brigata “Gramsci”. Al centro Svetozar Laković “Toso”
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto”

Lakovic Svetozar (Toso)

Nasce a Berane (Montenegro) il 1 giugno 1915. Ingegnere. Comunista. Ufficiale della riserva nell'esercito iugoslavo, partecipa nella primavera-estate 1941 alla resistenza contro l'occupazione italiana, venendo arrestato nel 1942. Con sentenza del 18 marzo di quell'anno il Tribunale militare italiano di guerra di Cetinje lo condanna a venti anni di reclusione per attentato alle forze armate italiane.
Trasferito in Italia è detenuto in vari penitenziari tra cui il carcere di Volterra, prima del trasferimento alla Rocca di Spoleto. Qui è protagonista, la sera del 13 ottobre 1943, della fuga di circa 500 prigionieri, fra cui 150 iugoslavi. Con una cinquantina di uomini, di cui assume subito la guida, trova accoglienza a Gavelli (S. Anatolia di Narco, Pg), presso la formazione del capitano Ernesto Melis. I rapporti tra i due non sono buoni e ai primi di novembre le loro strade si separano (secondo molte fonti anche in maniera burrascosa). “Toso” e i suoi uomini, tra cui alcuni italiani che hanno abbandonato Melis, si stanziano a Mucciafora (Poggiodomo, Pg), dove iniziano a prendere contatti con il gruppo di antifascisti e partigiani ternani organizzatosi attorno ad Alfredo Filipponi, in montagna già da fine settembre. Con lo sbandamento seguito all'attacco subito da parte dei tedeschi a Mucciafora il 30 novembre, “Toso” e i suoi uomini entrano definitivamente nella formazione di Filipponi. Ad inizio 1944 questi gruppi si uniscono nella brigata garibaldina “A. Gramsci”: “Toso” viene nominato comandante di brigata, Filipponi commissario politico. La struttura di comando rimane immutata fino a metà aprile 1944; nel frattempo nella “Gramsci” vengono formalmente costituiti anche due battaglioni “Tito”, quasi interamente composti da iugoslavi, e la brigata riesce a creare un'ampia “zona libera” con al centro Norcia e Cascia. Dopo il grande rastrellamento nazifascista di inizio aprile 1944 la formazione si riorganizza: Filipponi assume il comando militare, con “Toso” suo vice e comandante dei battaglioni “Tito”. Nel giugno 1944 questi curano principalmente la liberazione di alcuni comuni della media e alta Valnerina, tra cui Norcia.
Rientrato in Patria nell'estate 1944, come tanti connazionali già partigiani in Italia partecipa alla liberazione del suo Paese, nei nuovi reparti creati già in Puglia ed inquadrati nell'Esercito popolare di Liberazione della Iugoslavia.
Nel dopoguerra, oltre a lavorare come ingegnere presso l'Istituto tecnico militare di Belgrado, è uno degli animatori, fra gli anni Sessanta e Settanta, dei numerosi scambi ed incontri fra ex combattenti iugoslavi dei battaglioni “Tito” e associazioni partigiane italiane, in particolare l'Anpi di Terni. Nell'ottobre 1975 partecipa alla Tavola rotonda sulla “zona libera” di Norcia e Cascia, tenutasi in quei due paesi nell'ambito delle celebrazioni per il trentesimo anniversario della Liberazione. È cittadino onorario di Spoleto. Muore a Belgrado (Serbia) il 28 febbraio 1984.


Tommaso Rossi


Fonti e bibl.Asisuc, Anpi Terni, Resistenza/Liberazione, b. 10, fasc. 13 «Svetozar Laković Tozo. “Diario”»; Asp, Corte d'Appello di Perugia, Processi penali, b. 22, fasc. 157; Asp, Sezione di Spoleto, Tribunale di Spoleto, Registri generali sezione istruttoria, 1018/46. Sergio Bovini (a cura di), L'Umbria nella Resistenza, 2 vol., Editori Riuniti, Roma 1972, in part. vol 1, pp. 381-389; Regione dell'Umbria. Consulta per le celebrazioni del trentennale della Liberazione, Tavola rotonda La zona “libera” di Norcia e Cascia (Norcia-Cascia, 11-12 ottobre 1975), dattiloscritto e ciclostilato, pp. 19-25; Giuseppe Gubitosi, Il diario di Alfredo Filipponi comandante partigiano, Isuc, Perugia; Editoriale Umbra, Foligno 1991, passim; Svetozar Laković “Toso”, Memorie di un comandante partigiano montenegrino, introduzione e cura di Tommaso Rossi, Isuc, Perugia; Editoriale Umbra, Foligno 2010.





  • Melis Ernesto Nasce a Napoli il 19 marzo 1914. Ufficiale dell’esercito, quindi impiegato. Monarchico. Organizzatore e comandante dell'omonima banda. Muore a Genova, l'8 agosto 1976. LEGGI DI PIU' »
  • Dal Monte Casoni Adriana Nasce a Cascia (Pg) il 2 febbraio 1915. Medico della brigata “Gramsci”. Gli è riconosciuto il titolo di patriota. Muore a Genova il 5 gennaio 1994. LEGGI DI PIU' »
  • Filipponi Alfredo Nasce a La Valle (o Macenano, Ferentillo, Tr) il 21 settembre 1897. Negoziante. Comunista. Arrestato, amminito e sorvegliato, dopo l'Otto settembre contribuisce alla nascita della brigata "Gramsci". Muore a Terni il 3 settembre 1974 LEGGI DI PIU' »
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