• Ingresso delle truppe alleate a Città di Castello, 22 luglio 1944
  • Primo raduno degli ex perseguitati politici della provincia di Perugia (1945). Fra gli ospiti, il terzo da sinistra nella fila in alto è l'avv. Mario Berlinguer, padre di Enrico, ex deputato aventiniano allora fra i massimi responsabili dell'Alto commissa
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto” in marcia
  • Partigiani jugoslavi della “Gramsci” a Norcia nel giugno 1944
  • 11.	Comando del battaglione “Tito” della brigata “Gramsci”. Al centro Svetozar Laković “Toso”
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto”

Innamorati Francesco (Omega Spartaco, Florenzi Ivan)

Nasce a Foligno il 19 giugno 1893. Compositore tipografo. Dapprima socialista, poi comunista.  Nel 1912 è segretario dei Gsu e, nel 1914, della Camera del lavoro di Foligno, oltre che del giornale «La Scintilla». Pubblica il Manifesto di Zimmerwald contro la guerra e, nell’ottobre 1915, è espulso dalla città. Il 1 maggio 1916 è richiamato alle armi come «bombardiere». Si congeda l’11 maggio 1919 e riassume l’incarico di segretario della Camera del lavoro di Foligno e della Lega proletaria combattenti e reduci. Nel corso della guerra, in particolare tra il maggio e il novembre 1917, secondo le carte di polizia avrebbe disertato: da ciò l’appellativo di «traditore disertore» presente nei rapporti che lo riguardano. Dopo le elezioni del 31 ottobre 1920 e la conquista socialista del Comune di Foligno diviene assessore all’annona. Passa al PcdI con la scissione di Livorno. Il 23 marzo del 1921 è tra gli gli organizzatori della resistenza all'assalto condotto dagli squadristi perugini a Foligno in occasione della fondazione del fascio cittadino. Nel corso della giornata una bomba a mano ferisce diciassette soldati e un ufficiale. All'indomani scatta la ritorsione fascista: vengono ferite quattro persone, di cui una morirà successivamente, è inoltre devastata e incendiata la Camera del lavoro, che sarà definitivamente distrutta il 1 maggio. Figura tra i ventotto comunisti e socialisti arrestati per tali fatti e liberati il 29 maggio. Assume la segreteria umbra del PcdI, che aveva spostato la sua sede da Perugia - dove l’attività era sempre più difficile - a Foligno. Nei mesi successivi è costretto ad allontanarsi a più riprese dalla città natale. Arrestato il 29 marzo 1923 a Roma, nel corso di una retata anticomunista, viene scarcerato il 14 luglio dello stesso anno. Nei mesi successivi si trasferisce definitivamente nella capitale. Da qui nel biennio 1924-1925 riannoda le fila dell’organizzazione comunista regionale che sposta il suo centro di gravità nell’Umbria meridionale. In questa fase opera con i nomi di battaglia Omega Spartaco e Florenzi Ivan. Nelle elezioni del 6 aprile 1924 è candidato nella circoscrizione umbro-laziale nella lista di Unità proletaria, in cui confluiscono i comunisti e i terzini, i socialisti filocomunisti. Nello scontro interno al partito si schiera con le posizioni del centro, rappresentate da Antonio Gramsci. Ciò emerge evidente nella riunione di Monteverde, a cui partecipano i dirigenti residenti a Roma e i delegati provenienti dall’Umbria meridionale e, in particolare, dalla segreteria regionale spostata nel frattempo nell’area di Terni e Narni. Designato delegato al III congresso del partito, che si sarebbe dovuto svolgere a Lione dal 20 al 26 gennaio 1926, il 12 gennaio è fermato a Domodossola e il 16 è arrestato con l’imputazione di aver utilizzato documenti falsi. Il 3 febbraio viene condannato a due mesi di detenzione. Di nuovo libero l’8 marzo, torna a Roma dove dirige il V segretariato interregionale comprendente Marche e Abruzzo. Arrestato nuovamente presso la sede del segretariato, in via Panisperna 223, il 18 novembre 1926 é assegnato al confino a Favignana per 5 anni. Processato con altri dirigenti comunisti, il 17 ottobre 1927 è condannato a 14 anni e 4 mesi di carcere, a 5 anni di vigilanza speciale e a una ammenda di 7.800 lire. Sconta la pena dapprima presso il carcere di Pesaro, poi in quello di Civitavecchia, da cui è scarcerato, grazie all’indulto per il decennale della marcia su Roma, nel 1932. Il 26 novembre dello stesso anno è prosciolto dal confino politico e il 30 dicembre il Tribunale di Perugia ordina anche la cessazione della libertà vigilata. Torna a Foligno dove è costantemente vigilato e, nonostante l’inattività politica, continua ad essere considerato pericoloso; tanto che, a più riprese, è ammonito e arrestato. Il 17 ottobre 1939 è assunto alla  tipografia Salvati, sino a quel momento aveva sostenuto sé stesso e la famiglia grazie a una piccola attività commerciale. Con l’entrata in guerra dell’Italia è nuovamente arrestato e assegnato al confino a Ventotene, dove arriva il 20 luglio 1940. Membro nel direttivo del collettivo comunista, assume con Arturo Colombi la responsabilità dell’organizzazione. In tale veste nel febbraio 1943 decide l’espulsione di Camilla Ravera e di Umberto Terracini, contrari al Patto Molotov-Ribbentrop. Caduto il fascismo, nell'agosto 1943 è rilasciato dal confino e può rientrare a Foligno. L’8 settembre Gino Scaramucci lo informa delle decisioni prese a Roma il 3 settembre dai delegati del Lazio, dell’Abruzzo e dell’Umbria. Comincia così a tessere la rete che porterà alla costituzione di quella che poi diverrà la IV Brigata Garibaldi, di cui sarà il primo commissario politico. Il 29 dicembre partecipa a Monte Malbe (Perugia) alla riunione degli esponenti umbri del Pci in cui si discute sull’organizzazione della guerra partigiana. Il 4 gennaio 1944, nei pressi di Foligno, mentre si reca in montagna presso i primi nuclei delle formazioni partigiane locali, viene travolto e ucciso da un automezzo militare tedesco.
 

Renato Covino

 


Fonti e bibl.: Acs, Cpc, b. 2635, ad nomen; Asp, Questura, Radiati, b. 45, ad nomen; Renato Covino, Partito comunista e società in Umbria, Editorale Umbra, Foligno 1994; Id., Prometeo incatenato. Vita e morte di un organizzatore operaio. Francesco Innamorati (1893-1944), Crace-Cgil, Perugia 2003.




  • Angelucci Mario Nasce a Spello (Pg), il 3 gennaio 1903. Operaio. Comunista. Appartenente ad una famiglia di antifascisti, negli anni successivi alla Liberazione ricopre la carica di Deputato per tre legislature. Muore a Perugia il 7 aprile 1965. LEGGI DI PIU' »
  • Ciabatti Primo Nasce a Citerna (Pg) il 21 aprile 1920. Postelegrafonico. Comunista. Riconosciuto partigiano combattente della brigata "Francesco Innamorati", muore a causa di un agguato tedesco il 7 maggio 1944 nei pressi di Cagli (Pu). LEGGI DI PIU' »
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