• Ingresso delle truppe alleate a Città di Castello, 22 luglio 1944
  • Primo raduno degli ex perseguitati politici della provincia di Perugia (1945). Fra gli ospiti, il terzo da sinistra nella fila in alto è l'avv. Mario Berlinguer, padre di Enrico, ex deputato aventiniano allora fra i massimi responsabili dell'Alto commissa
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto” in marcia
  • Partigiani jugoslavi della “Gramsci” a Norcia nel giugno 1944
  • 11.	Comando del battaglione “Tito” della brigata “Gramsci”. Al centro Svetozar Laković “Toso”
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto”

Fulmini Mariano (Mario)

Nasce a Perugia il 23 marzo 1901. Meccanico. Comunista. Nel 1920 è iscritto alla Gioventù Socialista e, dopo la costituzione del Partito comunista d'Italia (Pcd’I), è dirigente della sezione giovanile comunista di Perugia. Nel novembre 1921 è costretto a emigrare clandestinamente in Francia per le persecuzioni fasciste. A Cannes lavora come fabbro e come autista. Nell’agosto 1923 torna per un mese in Italia per la visita militare ed è riformato per difetto cardiaco. Nel maggio 1924, con regolare passaporto, rimpatria e si stabilisce a Roma dove resta fino all’agosto 1925. In questo periodo svolge un’intensa attività politica, spostandosi spesso in Umbria per ricostruire l’organizzazione comunista; nel novembre 1924 è arrestato a Gualdo Tadino (Perugia) in quanto responsabile di propaganda comunista. Si trasferisce quindi a Torino e poi a Milano, lavorando sempre come meccanico. Nell’ottobre 1926 emigra clandestinamente in Francia, a Cannes, dove svolge attività politica anche nei sindacati operai. Espulso dalla Francia nel luglio 1928, dopo aver soggiornato per tre mesi in Belgio, nel gennaio dell’anno successivo giunge a Mosca; qui frequenta i corsi della Scuola Leninista e resta fino al novembre 1930. È quindi di nuovo in Francia, a Nizza e poi a Tolone, dove è responsabile dei gruppi comunisti e della diffusione della stampa. Nel 1933 esce dal partito per dissensi politici e vive in clandestinità a Tolone, facendo l’imbianchino e il cavatore di pietra, fino all’ottobre 1936, quando parte per la Spagna. Dalla caserma di Albacete è inviato sul fronte di Madrid, assegnato alla 2ª compagnia del Battaglione Garibaldi. Nell’aprile 1937 è nominato capitano della 5ª compagnia dello stesso Battaglione. Combatte a Cerro delos Angeles, Casa de Campo, Pozuelo, Mirabueno, Arganda e Guadalajara. Nel maggio 1937 è aiutante della compagnia di Stato Maggiore della Brigata Garibaldi; combatte inoltre a Huesca e a Brunete. Nell’ottobre 1938, con lo scioglimento delle Brigate Internazionali, torna a Tolone e vi resta per un anno, finché è arrestato e internato nel campo di Santa Caterina di Tolone. È trasferito poi al campo di Vernet dove resta fino al novembre 1941, quando è rilevato dalla polizia francese e rimpatriato. Tradotto alle carceri di Perugia, il 5 gennaio 1942 è assegnato al confino di Ventotene per cinque anni. Liberato nell'agosto 1943, è rimpatriato a Perugia e sottoposto a continua vigilanza.
Non si conosce né il luogo né la data di morte.


Luciana Brunelli, Gianfranco Canali


Fonti e bibl.: Acs, Cpc, b. 2195, ad nomen; Asp, Questura, Schedati, b. 19, fasc. 23; Aicvas, Scheda biografica



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