• Ingresso delle truppe alleate a Città di Castello, 22 luglio 1944
  • Primo raduno degli ex perseguitati politici della provincia di Perugia (1945). Fra gli ospiti, il terzo da sinistra nella fila in alto è l'avv. Mario Berlinguer, padre di Enrico, ex deputato aventiniano allora fra i massimi responsabili dell'Alto commissa
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto” in marcia
  • Partigiani jugoslavi della “Gramsci” a Norcia nel giugno 1944
  • 11.	Comando del battaglione “Tito” della brigata “Gramsci”. Al centro Svetozar Laković “Toso”
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto”

Fora Arduino

Nasce a Città della Pieve (PG) il 9 giugno 1883. Calzolaio. Socialista. Figlio di Ferdinando, calzolaio, e Tommasini Mustiola. Iscrittosi al Partito socialista italiano (Psi) nel 1898, diventa nel 1911 direttore del periodico “L'unione”, per passare, nel 1913, alla direzione di “Riscossa Proletaria”. Diventa sindaco di Città della Pieve il 18 luglio 1914, per poi dimettersi nel 1918 e diventare deputato per il Psi, eletto nella circoscrizione di Perugia. La sua intensa attività di propaganda e le ingiurie rivolte al Re gli costano, nel 1921, una condanna a dieci mesi di reclusione nel carcere di Orvieto. Tenuto sotto sorveglianza da parte del regime, in seguito ad una perquisizione viene arrestato di nuovo l'11 febbraio 1923 e liberato il 31 luglio 1925. L'assidua frequentazione di riunioni socialiste e la continua attività di propaganda nelle campagne convince il sottoprefetto di Orvieto a proporlo per il confino. La condanna arriva il 18 novembre 1926 e viene tradotto a Lampedusa il 27 novembre. Trasferito poi ad Ustica il 28 marzo 1927, la famiglia fa richiesta di poterlo raggiungere e assistere durante il confino, a causa della salute cagionevole. Viene trasferito nuovamente e portato a Lipari il 16 luglio 1928, dove conosce Carlo Rosselli. Viene definitivamente liberato il 17 novembre 1928 e iscritto in Rubrica di Frontiera (Rf). Nel 1937 le autorità acconsentono al suo trasferimento a Roma; viene tuttavia tenuto sotto sorveglianza fino al 1943. Nel 1944, subito dopo la Liberazione, si iscrive al Partito socialista italiano di unità proletaria (Psiup), si candida alla Costituente per la circoscrizione di Perugia-Terni-Rieti ma al suo posto viene eletto Walter Binni. Mantiene stretti rapporti con gli esponenti socialisti di Città della Pieve e con la Cgil di Orvieto, dove più volte interviene a favore delle riforme agrarie.
Muore a Roma il 6 marzo 1971.


Benito Totino


Fonti e bibl.: Asp, Questura, Schedati, b.18 bis, fasc. 37; A. Fora, Un pizzico de' miei ricordi: dal 1883 al 1967 [s.n.t.]; A. Fora, In difesa dei mezzadri: discorso pronunciato alla Camera dei deputati nella seduta del 9 giugno 1949, Roma, Tipografia della Camera dei deputati,1949; A. Dal Pont e S. Carolini, L'Italia al confino: 1923-1943, La Pietra, Milano,1983, p. 1221.




  • Sacco Benito Nasce a Città della Pieve (Pg) il 17 febbraio 1877. Calzolaio. Socialista. Figura centrale nelle lotte politiche e sindacali della zona Trasimeno, muore dopo l'armistizio il 13 novembre 1943. LEGGI DI PIU' »
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