• Ingresso delle truppe alleate a Città di Castello, 22 luglio 1944
  • Primo raduno degli ex perseguitati politici della provincia di Perugia (1945). Fra gli ospiti, il terzo da sinistra nella fila in alto è l'avv. Mario Berlinguer, padre di Enrico, ex deputato aventiniano allora fra i massimi responsabili dell'Alto commissa
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto” in marcia
  • Partigiani jugoslavi della “Gramsci” a Norcia nel giugno 1944
  • 11.	Comando del battaglione “Tito” della brigata “Gramsci”. Al centro Svetozar Laković “Toso”
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto”

Filipponi Alfredo

Nasce a Valle (o Macenano, Ferentillo, Tr) il 21 settembre 1897, negoziante, comunista.
Il padre Ambrogio, repubblicano è commerciante di tartufi, la madre Giuseppina è maestra elementare. I due fratelli maggiori emigrano ben presto per lavoro, lui frequenta fino alla terza elementare poi inizia ad aiutare il padre. Ancora giovanissimo avvia l'attività anche in proprio con legna e carbone, imparando quel mestiere che gli permette di sopravvivere e mantenere la famiglia nei momenti più difficili dei successivi decenni. Dopo essere rientrato dal servizio in marina durante la Prima guerra mondiale, in pieno “biennio rosso” esordisce in politica come consigliere comunale socialista a Ferentillo. Si trova a sedere vicino al padre ma politicamente all'opposizione, perché Ambrogio è consigliere ed assessore repubblicano. In quegli anni inizia a lavorare come tranviere, scegliendo comunque di rimanere a vivere a Ferentillo: questo lo obbliga ogni giorno al pendolarismo con il capoluogo, ma gli permette di acquisire confidenza con la classe operaia di Terni e dintorni, con cui condivide gli spostamenti. Dopo la scissione di Livorno aderisce al Partito comunista d'Italia (Pcd'I). Nel 1923 sposa Bice Benedetti, operaia, e l'anno successivo entra nella dirigenza comunista ternana. Nel 1926, quando ha già due figli, subisce una duplice condanna, viene licenziato ed arrestato. Ad essa seguono due anni di ammonizione che ne arrestano l'attività politica. Tra il 1929 e il 1932 riesce comunque a ritagliarsi uno spazio in ciò che rimane dell'organizzazione comunista, ma proprio in quell'anno le iniziative promosse con l'arrivo a Terni di Clemente Maglietta lo costringono ad una precipitosa fuga a Roma con la famiglia (dove dal 1930 c'è anche il terzogenito Ambrogio). È di nuovo arrestato a metà giugno e, sebbene esca già a novembre per l'amnistia del decennale (evitando anche, per ragioni di età, il successivo invio al confino per gli scarcerati), rimane sorvegliato e abbandona l'attività politica. Ciò è dovuto anche a problemi di salute e difficoltà nel lavoro che, ormai da qualche anno, è tornato quello di carbonaio. A fine anni Trenta il distacco si acuisce con la scelta di abbandonare Terni in favore di Arrone, sebbene ciò gli permetta di ritessere i contatti con i compagni della Valnerina.
In concomitanza con l'entrata dell'Italia in guerra si addensano su di lui polemiche voci di connivenza con il regime, allorché accetta l'incarico, procuratogli da Livio Faina, di ammasso del carbone per conto della Federconsorzi. Decide comunque di provare a riconquistare un posto nella leadership comunista locale, ma la nuova composizione del comitato federale clandestino – dove sono rientrati alcuni reduci dal confino – non lo vede di buon occhio (anche a livello nazionale ha perso credito) e riesce a provocarne l'espulsione con l'accusa di avere cessato ogni attività da oltre dieci anni. Forma così un comitato alternativo con alcuni fedelissimi, quasi nessuno dei quali tuttavia è noto. Tale situazione si trascina fino all'estate 1943, allorché da Roma arriva l'indicazione di riunire l'organismo federale, annullando i due gruppi preesistenti e affidando proprio a lui il ruolo di massimo dirigente. Le necessità che seguono l'Otto settembre mettono anche a tacere i dissidi con gli avversari interni. Con lo pseudonimo di “Pasquale”, prima di fine settembre è al vertice dell'organizzazione antifascista di Terni, curando l'invio di uomini in montagna. È commissario politico dei primi gruppi formatisi, che il 1 febbraio 1944 danno vita alla brigata “Gramsci”, di cui fa parte con il medesimo ruolo. Con il riassetto della brigata seguito al rastrellamento iniziato il 31 marzo 1944, ne diventa comandante, rimanendoci fino alla Liberazione. A fine giugno 1944 presiede il Comitato provinciale di liberazione nazionale (Cln provinciale) di Terni ed assume la segreteria della federazione del Pci. Poche settimane dopo viene pretestuosamente arrestato dall'Allied military governament (Governo militare alleato - Amg locale), passando un periodo di detenzione in alcuni campi nel centro-sud del Paese, in pericolosa promiscuità con centinaia di fascisti. Liberato a settembre grazie all'intervento di un ufficiale statunitense, sino a fine anni Quaranta rimane ai vertici della vita politica ternana, presiedendo inoltre la Commissione regionale riconoscimento Partigiani dell'Umbria. È fortemente impegnato anche nel sindacato, mentre riemergono i vecchi dissidi che ne portano all'estromissione dal Pci ad inizio anni Cinquanta. Viene riammesso nel decennio successivo, mentre rimane fino alla fine animatore e guida dell'Anpi.
Il “resistente di sempre”, come è stato chiamato, muore a Terni il 3 settembre 1974.


Tommaso Rossi




Fonti e bibl.: Acs, Cpc, b. 2065, ad nomen; Asisuc, Anpi Terni, Resistenza/Liberazione, b. 10, fasc. 7; G. Gubitosi, Il diario di Alfredo Filipponi comandante partigiano, Editoriale Umbra, Foligno 1991.




  • Pesic Bogdan (Bora) Nasce a Belgrado nel 1912 (secondo alcune fonti l'8 dicembre 1911). Giornalista. Comunista. Partigiano e vice commissario politico della brigata «Gramsci». Muore a Berna il 20 novembre 1998. LEGGI DI PIU' »
  • Pasqualini Pasquale Nasce a Terni il 27 gennaio 1900. Operaio. Comunista. Ammonito e arrestato per propaganda sovversiva. Membro del Cln di Narni. Muore a Narni il 29 novembre 1955. LEGGI DI PIU' »
  • Lakovic Svetozar (Toso) Nasce a Berane (Montenegro) il 1 giugno 1915. Ingegnere. Comunista. Partecipa alla resistenza contro l'occupazione italiana venendo arrestato nel 1942. Muore a Belgrado il 28 febbraio 1984. LEGGI DI PIU' »
  • Bibolotti Aladino Nasce a Massa il 22 febbraio 1891. Giornalista. Socialista poi comunista. Arrestato, confinato e internato, durante la Resistenza diviene uno dei principali dirigenti dell'attività partigiana del Pci. Muore a Roma il 24 febbraio 1951. LEGGI DI PIU' »
  • Androsciani Agamante Nasce a Terni il 14 febbraio 1902. Meccanico. Comunista. Arrestato e confinato, il 2 febbraio 1945 si unisce al gruppo di combattimento «Cremona». Muore a Terni il 1 settembre 1994. LEGGI DI PIU' »
  • Berselli Alido Nasce a Terni il 2 febbraio 1903. Operaio. Comunista. Arresto, vigilato e confinato, prende parte alla guerra di Liberazione fiorentino presso la formazione partigiana «Tricolore Perseo». Muore a Terni il 9 gennaio 1980. LEGGI DI PIU' »
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