• Ingresso delle truppe alleate a Città di Castello, 22 luglio 1944
  • Primo raduno degli ex perseguitati politici della provincia di Perugia (1945). Fra gli ospiti, il terzo da sinistra nella fila in alto è l'avv. Mario Berlinguer, padre di Enrico, ex deputato aventiniano allora fra i massimi responsabili dell'Alto commissa
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto” in marcia
  • Partigiani jugoslavi della “Gramsci” a Norcia nel giugno 1944
  • 11.	Comando del battaglione “Tito” della brigata “Gramsci”. Al centro Svetozar Laković “Toso”
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto”

Fedeli Armando

Nasce a Perugia il 28 gennaio 1898. Operaio meccanico. Comunista. Nel 1913 fa parte del gruppo giovanile anarchico cittadino; poi aderisce al partito socialista e riorganizza a Perugia la sezione giovanile socialista di cui diviene segretario. Fa parte della frazione bordighista e, nel 1921, partecipa alla costituzione della Federazione Giovanile Comunista d'Italia (Fgci). È tra gli organizzatori degli Arditi del popolo e viene più volte colpito dalle violenze fasciste. Il 1° maggio 1922, in una dimostrazione organizzata dalla Gioventù Comunista, è ferito alla testa e, colpito da mandato di cattura, si trasferisce a Roma. Qui lavora come meccanico in diverse officine ed è nominato segretario della Federazione giovanile del Lazio. Entra a far parte del Comitato Centrale della Federazione giovanile comunista e ha l'incarico di riorganizzare la rete del partito nelle regioni dell'Italia centrale. Nel marzo 1926 emigra clandestinamente in Russia e frequenta per due anni il primo corso della Scuola leninista internazionale. Nel novembre 1928 è iscritto in Rubrica di frontiera (Rf) e nel Bollettino delle ricerche (Br) quale comunista da fermare e perquisire, provvedimento che sarà successivamente rettificato in arresto. Rientrato in Italia nell'ottobre 1928, svolge incarichi di partito fino al settembre 1929, quando è arrestato a Torino e denunziato al Tribunale Speciale che lo condanna a tredici anni e tre mesi di reclusione, più tre anni di vigilanza speciale, per ricostituzione del partito comunista, per attività e propaganda comunista e per uso di falso passaporto. Detenuto nella casa di pena di Piacenza e poi in quella di Civitavecchia, è scarcerato per indulto nel settembre del 1934 e sottoposto a vigilanza speciale. Apre a Perugia una cartoleria e libreria, ed è ripetutamente soggetto a perquisizioni e fermi. Il 3 gennaio 1936 riesce a espatriare clandestinamente in Svizzera e da qui, passando per il Belgio, si reca a Parigi. È quindi di nuovo ricercato per espatrio clandestino a fine politico. Nell'agosto 1936 è in Spagna, dove resta fino al febbraio 1939, recandosi diverse volte in Francia, a Parigi e nei centri dell'emigrazione italiana, per fare propaganda e reclutare nuovi volontari a favore dei repubblicani spagnoli. In Spagna collabora con il Partito socialista unificato della Catalogna (Psuc) e ha un ruolo di direzione politica sia nel partito comunista che al fronte. Sull’attività in Spagna fonti confidenziali di polizia nel settembre 1938 riferiscono che Fedeli, dirigente di un ufficio speciale sopra gli stranieri, ramificazione della Ceka, era soprannominato “Dirzkinski”. Nel febbraio 1939 è internato nel campo di concentramento di Argelès, dal quale riesce a fuggire per rifugiarsi prima a Parigi e poi a Nizza, dove svolge propaganda comunista. Nel marzo 1940 è arrestato dalla polizia francese assieme ai perugini Mario Sambucari e Rodolfo Zucchetti; tutti e tre sono denunziati al Tribunale Militare per infrazione al decreto di scioglimento del partito comunista. Rimpatriato e tradotto alle carceri di Perugia, è poi trasferito a Como poiché è a quel tribunale che deve rispondere del reato di espatrio clandestino. Essendogli condonata la pena a due anni di reclusione, è di nuovo tradotto a Perugia, dove è processato per il reato di trasgressione alla libertà vigilata. Nel novembre 1940 è assegnato alla casa di lavoro di Imperia dove dovrà esercitare, almeno per un anno, il mestiere di meccanico; vi resta fino al novembre 1942, quando viene liberato per amnistia in occasione del ventennale della marcia su Roma. Torna a Perugia ma, nel dicembre, è di nuovo arrestato e assegnato al confino di Ventotene per cinque anni per espatrio clandestino e propaganda sovversiva. Nel marzo 1943 giunge a Ventotene ed è liberato nell'agosto dello stesso anno. Tornato a Perugia, dal settembre entra in clandestinità e lavora all'organizzazione della Resistenza nella provincia; nel febbraio 1944 il Partito comunista italiano (Pci) lo invia, con Gino Scaramucci, a Roma. Deputato all’Assemblea Costituente, è senatore di diritto, poi eletto nel 1953. Consigliere comunale a Perugia e consigliere provinciale fino al 1964, è membro degli organismi di direzione nazionale del Partito comunista. Muore a Perugia il 10 ottobre 1965.


Luciana Brunelli, Gianfranco Canali


Fonti e bibl.: Acs, Cpc, b. 1984, ad nomen; Asp, Questura, Schedati, b. 17 bis, fasc, 43; Asp, Federazione provinciale di Perugia del Pci, Commissione Organizzazione, b. 60, f. 2, Gino Scaramucci, Biografia di Armando Fedeli; Aicvas, Scheda biografica; Fedeli Armando, in Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza, a cura di Pietro Secchia, voI. II, La Pietra, Milano 1971; Fedeli Armando, in Franco Andreucci - Tommaso Detti, Il movimento operaio italiano. Dizionario biografico 1853-1943, voI. II, Editori Riuniti, Roma 1976, ad indicem; Raffaele Rossi, Armando Fedeli Carlo Farini, dal socialismo umbro al «partito nuovo», Quaderni della Regione dell'Umbria, Perugia 1979; Giuseppe Sircana, Fedeli Armando, in Dizionario Biografico degli italiani, vol. 45, Istituto dell’Enciclopedia italiana, Roma 1995; Maria Selina Ametrano e Arnaldo Perrino, Costituenti dall'Umbria. Un contributo alla nascita della democrazia, Perugia, Isuc; Foligno, Editoriale Umbra, 2008, p. 148




  • Sambucari Mario Nasce a Perugia il 9 febbraio 1902. Fabbro. Comunista. Perseguitato politico antifascista. LEGGI DI PIU' »
  • Turcarelli Maria Nasce a Lipari (Me) il 5 maggio 1909. Operaia. Comunista. Moglie dell'antifascista perugino Mario Sambucari. LEGGI DI PIU' »
  • Farini Carlo Nasce a Ferrara il 27 febbraio 1895. Pubblicista. Comunista. Dopo l'otto settembre partecipa attivamente all'organizzazione dei primi nuclei partigiani. Muore a Roma il 30 gennaio 1974. LEGGI DI PIU' »
  • Bibolotti Aladino Nasce a Massa il 22 febbraio 1891. Giornalista. Socialista poi comunista. Arrestato, confinato e internato, durante la Resistenza diviene uno dei principali dirigenti dell'attività partigiana del Pci. Muore a Roma il 24 febbraio 1951. LEGGI DI PIU' »
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