• Ingresso delle truppe alleate a Città di Castello, 22 luglio 1944
  • Primo raduno degli ex perseguitati politici della provincia di Perugia (1945). Fra gli ospiti, il terzo da sinistra nella fila in alto è l'avv. Mario Berlinguer, padre di Enrico, ex deputato aventiniano allora fra i massimi responsabili dell'Alto commissa
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto” in marcia
  • Partigiani jugoslavi della “Gramsci” a Norcia nel giugno 1944
  • 11.	Comando del battaglione “Tito” della brigata “Gramsci”. Al centro Svetozar Laković “Toso”
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto”

Faggetti Domenico

Domenico Faggetti nasce a Marmore il 25 settembre 1920, frequenta le scuole elementari a Marmore, con ottimi voti, nonostante le diverse assenze perché impegnato ad aiutare il padre Augusto, nella produzione del carbone sulle montagne di Marmore, principale fonte di sostentamento della famiglia. A 17 anni viene assunto come operaio nello stabilimento elettrochimico di Papigno. E’ militare nel 20° Reggimento Fanteria ad Alcamo, in Sicilia.
Nell’autunno del 1942 viene inviato sul fronte Jugoslavo per la guerra contro Tito. Nei primi anni del ’43, viene destinato a Tarquinia per il corso paracadutisti per il quale aveva fatto domanda. L’8 settembre fugge da Tarquinia e poco dopo, insieme a suo fratello Giuseppe e ad altri giovani di Marmore organizzati da Bruno Zenoni e Armando Fossatelli, sceglie la montagna, nella Brigata Partigiana “Antonio Gramsci”. Diviene capitano di squadra nella brigata a cui apporta la sua notevole esperienza bellica. Partecipa all’attacco dei presidi nazifascisti di Cantalice e Rivodutri e alla battaglia di Poggio Bustone. Durante un rastrellamento dei nazisti, nella zona di Leonessa viene fatto prigioniero il 31 marzo 1944 e il 2 aprile viene fucilato a Villa Carmine (Ri) insieme ad altri cinque partigiani antifascisti, fra cui Orietto Bonanni di Piediluco, dopo averli costretti a scavarsi la propria fossa. Domenico riposa nel cimitero di Papigno nella tomba dei Partigiani. Dopo la liberazione dei nostri territori, Conti Ricciardo (Pacchio), Graziani Virgilio (Primo) e Conti Menotti partirono con i 300 volontari ternani ad Alfonsine di Ravenna per liberare l’Italia del nord dai nazifascisti.


Partito Democratico - "Conti Menotti" - sezione Marmore




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