• Ingresso delle truppe alleate a Città di Castello, 22 luglio 1944
  • Primo raduno degli ex perseguitati politici della provincia di Perugia (1945). Fra gli ospiti, il terzo da sinistra nella fila in alto è l'avv. Mario Berlinguer, padre di Enrico, ex deputato aventiniano allora fra i massimi responsabili dell'Alto commissa
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto” in marcia
  • Partigiani jugoslavi della “Gramsci” a Norcia nel giugno 1944
  • 11.	Comando del battaglione “Tito” della brigata “Gramsci”. Al centro Svetozar Laković “Toso”
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto”

Donarelli Agostino

Nasce a San Cristoforo, frazione di Ficulle, nel 1922; è il terzo figlio di Guido e Paoloni Urania, mezzadri. Nel primo dopoguerra la famiglia si sposta in un podere in zona Piani, sempre a Ficulle.
Il fratello Quartiero (detto Alcide, nato nel 1918) va militare volontario nel 1939 e nel corso della guerra affronterà la campagna di Russia, ma, fortunatamente rientra in licenza poco prima dell’8 settembre del 1943 e riesce a tornare a casa. Il fratello maggiore Torquato, nato nel 1912, viene richiamato per servizi sedentari, ma anche lui fa ritorno a casa dopo l’Armistizio.
Agostino va anch’egli militare volontario ed acquisisce il grado di sergente, dopo l’8 settembre torna a casa, ma decide di raggiungere sul monte Cetona i partigiani della Brigata Simar, nonostante il parere contrario dei fratelli e dei genitori. Insieme a lui parte anche il giovane Azelio Maschi, anch’egli di Ficulle.
Il monte Cetona è un bastione naturale dalla cui sommità si domina tutta la Val di Paglia a Sud e la Val di Chiana fino al Trasimeno a Nord, pertanto postazione ambita per l’esercito tedesco in ritirata.
Nel maggio del 1944 iniziano gli scontri tra la Brigata SIMAR e le squadre fasciste della X MAS prima e dei reparti tedeschi nella fase di ripiegamento poi.
Durante lo svolgersi di questi scontri Agostino Donarelli fu catturato insieme ad Azelio Maschi e Primo Bernardini. Il 10 giugno del 1944 i tre si proposero volontari per andare ad effettuare il pagamento di forniture del reparto al castello di Fighine, vicino a San Casciano dei Bagni; lungo il percorso furono però intercettati da una pattuglia tedesca e catturati. Scortati per raggiungere il comando tedesco a San Casciano dei Bagni, dove probabilmente sarebbero stati fucilati, tentarono la fuga, gettandosi giù per una scarpata; nonostante l’iniziale sorpresa i soldati tedeschi cominciarono a sparare e Agostino Donarelli fu subito falciato, gli altri due correvano in fondo al declivio, ma quando Maschi si accorse che l’amico non c’era, torno indietro per soccorrerlo e fu colpito a morte. Solo Bernardini continuò la corsa, salvandosi e dando così testimonianza della morte dei suoi commilitoni, i cui corpi risulta siano stati rapidamente rimossi dagli stessi soldati tedeschi. 


Circolo comunale di Ficulle del Partito Democratico





  • Maschi Azelio Nasce a Ficulle (Tr) il 15 novembre 1926. Partigiano della Brigata Simar che operava al confine con il Lazio e la Toscana, muore a San Casciano dei Bagni (Si) durante uno scontro con i tedeschi nel giugno del 1944. LEGGI DI PIU' »
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