• Ingresso delle truppe alleate a Città di Castello, 22 luglio 1944
  • Primo raduno degli ex perseguitati politici della provincia di Perugia (1945). Fra gli ospiti, il terzo da sinistra nella fila in alto è l'avv. Mario Berlinguer, padre di Enrico, ex deputato aventiniano allora fra i massimi responsabili dell'Alto commissa
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto” in marcia
  • Partigiani jugoslavi della “Gramsci” a Norcia nel giugno 1944
  • 11.	Comando del battaglione “Tito” della brigata “Gramsci”. Al centro Svetozar Laković “Toso”
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto”

Cotini Gino

Nasce a Narni il 4 ottobre 1917. Sacerdote (ordinato nel maggio 1940). Dopo aver studiato al Seminario di Assisi, è parroco a Configni (Ri) dal 16 luglio 1943 al settembre 1952. Fa parte del primo nucleo della Resistenza locale. A partire dal 20 settembre 1943 nasconde nella casa parrocchiale alcuni partigiani (ai quali si unirà il fratello Ezio) e si prodiga per l’assistenza ai più bisognosi. Più volte sospettato di antifascismo, si salva grazie all’appoggio del vescovo di Terni Felice Bonomini. Nel corso del rastrellamento del Venerdì Santo dell'aprile 1944, intercedendo con il comando tedesco, riesce a impedire la deportazione di alcuni cittadini del centro reatino. Dopo la Liberazione è nominato presidente del Comitato di liberazione nazionale (Cln) locale. Nel 1952 torna a Narni. Insegna nel locale Seminario ed è canonico della Cattedrale; in seguito gli viene affidata la parrocchia di S. Agostino. Rimane a Narni fino alla morte, avvenuta il 23 novembre 1994.
 

Giulia Cotini

  

 

 


Fonti e bibl.: Pietro Pileri, Sabina anno zero, Cassa di Risparmio di Rieti, Rieti 2008; Gino Cotini, Ricordi di guerra, dattiloscritto, s.d.; Id., Parliamo di Resistenza quarant’anni dopo, dattiloscritto, s.d.; Pietro Luciani, Le mie esperienze dalla caduta del Fascismo alla Liberazione (dal 25 luglio 1943 al 14 giugno 1944), dattiloscritto, s.d.



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