• Ingresso delle truppe alleate a Città di Castello, 22 luglio 1944
  • Primo raduno degli ex perseguitati politici della provincia di Perugia (1945). Fra gli ospiti, il terzo da sinistra nella fila in alto è l'avv. Mario Berlinguer, padre di Enrico, ex deputato aventiniano allora fra i massimi responsabili dell'Alto commissa
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto” in marcia
  • Partigiani jugoslavi della “Gramsci” a Norcia nel giugno 1944
  • 11.	Comando del battaglione “Tito” della brigata “Gramsci”. Al centro Svetozar Laković “Toso”
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto”

Briziarelli Domenico

Nasce a Marsciano (Pg) il 20 giugno 1883. Muratore. Dapprima socialista, poi comunista. È tra i fondatori della sezione del Partito socialista italiano (Psi) di Marsciano. Nel corso della Prima guerra mondiale promuove campagne antimilitariste e di incitamento alla diserzione.  Negli anni del biennio rosso è alla testa di numerosi scioperi e agitazioni a livello locale, avvicinandosi al Partito comunista d'Italia (Pcd'I). In particolare, nel luglio 1919 è a capo delle manifestazioni che culminano con la cacciata dei Carabinieri da Marsciano e con il ferimento del comandante della locale stazione. Dopo la costituzione dei fasci di combattimento, avvenuta a Marsciano nel gennaio del 1921, ne diviene un aperto oppositore. In questo ambito è tra i protagonisti degli aspri scontri che si verificano nella cittadina umbra il 24 giugno del 1921, nei quali vengono accoltellati cinque militanti fascisti. Arrestato il giorno successivo, è denunciato alla Procura di Perugia per istigazione a delinquere. Il 25 settembre 1923 viene nuovamente denunciato per offesa alla bandiera. Negli anni successivi è continuamente sorvegliato, le autorità ritengono infatti che i residui del sovversivismo locale facciano capo a lui, ritenuto personalità dotata di grande carisma e abile capacità oratoria. Il 9 dicembre 1926 la Commissione Provinciale di Perugia dispone nei suoi confronti la misura dell'ammonizione, a causa della propaganda da lui condotta a favore dell'organizzazione giovanile comunista. Il provvedimento viene revocato il 16 marzo 1928. A parte una corrispondenza con il cugino Venceslao Moneta, noto antifascista residente a Nizza, segnalata il 17 maggio 1937, sino alla caduta del regime non si ha più alcuna misura o segnalazione di polizia nei suoi confronti. 

Non si conosce né il luogo né la data di morte. 


Antonio Pio Lancellotti


Fonti e bibl.: Asp, Questura, Schedati, b.10, f. 22; Francesco Bogliari, Il movimento contadino in Umbria dal 1900 al Fascismo, Angeli, Milano 1979.




  • Bolli Adolfo Nasce a Ponte San Giovanni (Pg) il 2 marzo 1869. Medico. Socialista. Arrestato e condannato al confino per attività antifascista, dopo la liberazione di Marsciano diviene Presidente del Cln. Muore a Marsciano l’11 febbraio 1950. LEGGI DI PIU' »
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