• Ingresso delle truppe alleate a Città di Castello, 22 luglio 1944
  • Primo raduno degli ex perseguitati politici della provincia di Perugia (1945). Fra gli ospiti, il terzo da sinistra nella fila in alto è l'avv. Mario Berlinguer, padre di Enrico, ex deputato aventiniano allora fra i massimi responsabili dell'Alto commissa
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto” in marcia
  • Partigiani jugoslavi della “Gramsci” a Norcia nel giugno 1944
  • 11.	Comando del battaglione “Tito” della brigata “Gramsci”. Al centro Svetozar Laković “Toso”
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto”

Bottaccioli Luigi

Nasce a Umbertide (PG), 10 gennaio 1887. Rappresentante. Comunista. Frequenta la scuola fino alla terza elementare e già dalla giovane età professa idee socialiste massimaliste, svolgendo una intensa attività di propaganda presso la Sezione socialista di Umbertide. Nei primi anni Venti si iscrive al Partito comunista italianon (Pci). Nel 1920, si stabilisce a Crema, dove ricopre la carica di Segretario della locale Camera del Lavoro. Negli ultimi mesi del 1920, si trasferisce a Trieste, dove è impiegato presso la Cooperativa lavori edili per la Venezia Giulia, pur continuando a spostarsi con frequenza verso altre località del Nord Italia, sempre in relazione alla propria attività politica. Nell’agosto del 1924, fa ritorno ad Umbertide per alcuni giorni e viene sottoposto ad una perquisizione dall’esito infruttuoso. Nel 1925, dopo essersi trasferito a Gorizia per breve tempo, si stabilisce a Milano, dove è impiegato come rappresentante nella ditta Calcinati e Gorlaschi. Qui, viene ospitato da diverse persone di analoghe idee politiche ed è costantemente ricercato, perché le forze di pubblica sicurezza non riescono a risalire alla sua residenza. Viene ritenuto pericoloso per l’ordine nazionale poiché, per il mestiere che esercita, è difficile da rintracciare e vigilare. Nel 1928 non viene ancora rintracciato, anche per l’assenza di fotografie che lo ritraggano. In questi anni, pernotta con frequenza a Gorizia, presso alcuni comunisti della zona, dove ricopre l’incarico di corriere del Pci, per assicurare il collegamento con la Venezia Giulia. In diverse occasioni, vengono perquisite le abitazioni dei suoi familiari ad Umbertide, alla ricerca di fotografie e lettere, ma sempre con esiti infruttuosi. Viene iscritto nella Rubrica di frontiera (Rf), poiché si teme che possa essere espatriato in Francia. Nel 1929, lavora alle dipendenze della ditta Grafiche Ripamonti di Orsenigo, nella zona del comasco, sempre in qualità di rappresentante. Nel luglio del medesimo anno, a Milano, è in trattativa con Paolo Cappelletti, fabbricante di mobili, per entrare nella sua società. Fallite le trattative, riparte verso Genova, dove si stabilisce presso alcuni parenti. Malgrado frequenti perquisizioni operate ad Umbertide, Milano, Perugia, Genova, Trieste e Gorizia, nel 1933 risulta ancora irreperibile. Le forze della Pubblica sicurezza ipotizzano che possa risiedere in Istria da dove, sotto falso nome, terrebbe corrispondenze con parenti ed amici. Nello stesso anno, viene inserito nel Bollettino delle ricerche (Br) e nel 1939 si ritiene che possa domiciliare in varie località della Francia, specie a Nizza. Il 25 marzo 1941, viene fermato ed arrestato a Milano, mentre tenta di registrarsi all’anagrafe, a seguito delle nuove disposizioni della tessera annonaria, entrate in vigore dal giugno del 1940. Il 27 aprile 1941, è rimesso in libertà e viene costantemente vigilato. Negli anni successivi, continua a spostarsi per lavoro senza che la sua condotta dia origine ad alcun rilievo. Nel dopoguerra torna a stabilirsi ad Umbertide. Muore ad Umbertide il 10 dicembre 1981.


Matteo Aiani


Fonti e bibl.: Asp, Questura, Schedati, b. 9, fasc. 22; Acs, Cpc, ad nomen.



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