• Ingresso delle truppe alleate a Città di Castello, 22 luglio 1944
  • Primo raduno degli ex perseguitati politici della provincia di Perugia (1945). Fra gli ospiti, il terzo da sinistra nella fila in alto è l'avv. Mario Berlinguer, padre di Enrico, ex deputato aventiniano allora fra i massimi responsabili dell'Alto commissa
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto” in marcia
  • Partigiani jugoslavi della “Gramsci” a Norcia nel giugno 1944
  • 11.	Comando del battaglione “Tito” della brigata “Gramsci”. Al centro Svetozar Laković “Toso”
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto”

Bolli Adolfo

Nasce a Ponte San Giovanni (Pg) il 2 marzo 1869. Medico. Socialista. Proviene da una famiglia della media borghesia possidente perugina. Nel 1888 si iscrive alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Perugia, sei anni dopo si laurea presso l’Università di Roma. Nel corso degli studi universitari è più volte invitato a prendere parte ad associazioni studentesche, come l’Associazione studenti radicali umbri, e politiche, come il Circolo repubblicano socialista di Perugia. Lo spirito anticlericale lo caratterizza sin da giovane: nel 1891 organizza la commemorazione di Pietro Cestellini, giovane perugino ucciso dalle truppe pontificie durante i fatti del XX giugno 1859. Tuttavia, l’impegno politico inizia nelle file del Partito socialista italiano (Psi) al quale si iscrive intorno al 1892.
Nel 1898 si trasferisce a Marsciano (Pg) dove diviene medico condotto e si adopera per la creazione di un ambulatorio chirurgico. Grazie alla sua azione, il gruppo socialista presente nel marscianese viene istituzionalizzato con la creazione della sezione del Psi nel 1902, di cui è segretario per più di un decennio. In questi anni si contraddistingue per un forte attivismo in favore della classe operaia e contadina dando un contributo fondamentale alla nascita di numerose associazioni: nel 1902 dà vita alla Società mutuo soccorso e alla Lega di resistenza dei contadini di Marsciano, l’anno successivo tiene il discorso inaugurale della Cooperativa di consumo a Papiano (Marsciano, Pg). Il suo impegno per migliorare le condizioni di vita dei più deboli, esplicato sia con l'attività professionale sia con quella politica, gli vale il soprannome da parte dei concittadini di «medico socialista dei poveri». Alla professione di medico accompagna l’attività di giornalista scrivendo per molti giornali locali come «Alta Umbria», «Il Socialista», «La Battaglia», «L’Umbria Socialista» e il «Risveglio del Contadino». Inoltre, per più di un decennio, fa parte della loggia massonica perugina dalla quale si congeda nel 1914 a seguito del Congresso di Ancona in cui viene vietata la partecipazione dei socialisti alla massoneria.
Nel luglio del 1919, insieme a Domenico Briziarelli, è tra gli organizzatori delle manifestazioni contro il caroviveri, proprio per la «propaganda massimalista» svolta durante i moti viene messo sotto stretta sorveglianza dai carabinieri marscianesi per ordine della Questura di Perugia. Con l’avvento del fascismo inizia un periodo di dure persecuzioni da parte dei fasci di combattimento che culmina con la revoca della condotta medica nel gennaio del 1924. Il 17 novembre 1926 è arrestato, il giorno seguente viene condannato a 5 anni di confino dalla Commissione provinciale di Perugia per «attività antifascista», pena che viene scontata nella colonia confinaria delle Isole Tremiti (Fg). Il 15 dicembre 1927 la Commissione Centrale di Appello presso il Ministero dell'Interno commuta il periodo restante della pena in ammonizione, a sua volta rimossa nel 1929. Tuttavia, fino al 1939, è inserito nell’elenco delle persone da arrestarsi in caso di perturbamento dell’ordine pubblico in quanto considerato elemento pericoloso.
All’indomani della liberazione di Marsciano si adopera per la formazione del Comitato di liberazione nazionale (Cln) che si costituisce il 22 giugno 1944, di cui è presidente occupandosi dell’epurazione. Tra i principali atti compiuti come presidente del Cln vi è l'istituzione della prima commemorazione dell’eccidio dei fratelli Ceci. Nelle prime elezioni libere del dopoguerra, il 6 ottobre 1946, viene eletto sindaco, carica che riveste, nonostante la malattia, sino ai suoi ultimi giorni.
Muore a Marsciano l’11 febbraio 1950.

Yuri Capoccia



Fonti e bibl.: Acs, Cpc, b. 700, ad nomen, Asp, Questura, Schedati, b. 8bis, fasc. 45, G. Coletti, La biografia e l’archivio di Adolfo Bolli. Un medico socialista, Quaderni Marscianesi, Comune di Marsciano, Marsciano, 2008; V. U. Bistoni, Biografia di due grandi socialisti: Adolfo Bolli, Domenico Briziarelli, Coop. Umbria, Marsciano, 1988; A. Dal Pont e S. Carolini, L'Italia al confino. Le ordinanze di assegnazione al confino emesse dalle Commissioni provinciali dal novembre 1926 al luglio 1943, vol. III, La Pietra, Milano 1983, p. 1221.





  • Ceci fratelli Armando, Giuseppe, Ulisse Ceci. Nati a San Vito in Monte (San Venanzo, Tr), rispettivamente il 14 aprile 1923, il 3 ottobre 1925, il 3 maggio 1925. Coloni. Fucilati a Marsciano in quanto renitenti alla leva della Rsi. LEGGI DI PIU' »
  • Briziarelli Domenico Nasce a Marsciano (Pg) il 20 giugno 1883. Muratore. Socialista, poi comunista. È tra i fondatori del Psi di Marsciano. Denunciato, sorvegliato e ammonito, dal 1937 non si hanno più notizie. LEGGI DI PIU' »
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