• Ingresso delle truppe alleate a Città di Castello, 22 luglio 1944
  • Primo raduno degli ex perseguitati politici della provincia di Perugia (1945). Fra gli ospiti, il terzo da sinistra nella fila in alto è l'avv. Mario Berlinguer, padre di Enrico, ex deputato aventiniano allora fra i massimi responsabili dell'Alto commissa
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto” in marcia
  • Partigiani jugoslavi della “Gramsci” a Norcia nel giugno 1944
  • 11.	Comando del battaglione “Tito” della brigata “Gramsci”. Al centro Svetozar Laković “Toso”
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto”

Binni Walter

Nasce a Perugia il 4 maggio 1913. Docente universitario e critico letterario. Liberalsocialista. Le origini familiari sono, secondo le sue stesse parole, «in parte aristocratiche (3 quarti), in parte (1 quarto) borghesi-terriere»: la madre è la pesarese Celestina Agabiti, il padre Renato è farmacista. A Perugia frequenta, tra il 1923 e il 1931, il ginnasio e il liceo classico "Annibale Mariotti". Conseguito il diploma partecipa al concorso della Scuola Normale Superiore di Pisa risultando vincitore. Studia alla Facoltà di Lettere e Filosofia di quell'Ateneo. Sin dal suo arrivo alla Normale stringe i rapporti con Aldo Capitini che esercita su di lui, per tutto il corso della loro amicizia, un forte ascendente intellettuale e soprattutto politico. Con Capitini promuove, nel 1937, il movimento liberalsocialista, nell'ottica di arrivare al «massimo socialismo» garantendo contemporaneamente la «massima libertà». Durante gli studi universitari collabora con numerose riviste letterarie e culturali toscane come "il Campano", gli "Annali della Scuola Normale Superiore di Pisa" e "La Nuova Italia", collaborazioni che gli consentono di affacciarsi alla critica letteraria. Nel 1936, terminati gli studi con una tesi dal titolo La poetica del decadentismo italiano, che ottiene recensioni a livello nazionale, vince la cattedra di Italiano e Storia negli Istituti tecnici superiori; nello stesso periodo, frequenta la Scuola Allievi Ufficiali di Artiglieria a Moncalieri (To). Successivamente è ufficiale a Osoppo (Ud) e Bolzano.
L'attacco imperialista italiano all'Etiopia e la guerra di Spagna pongono le basi per la costituzione di una prima forma embrionale di comitato antifascista a Perugia, che ruota intorno alla figura di Capitini. Il giovane critico si unisce al composito e variegato gruppo tra i quali vi sono anche l'avvocato repubblicano Alfredo Abatini, il magistrato, poi azionista, Alfredo Apponi, l'ottico libertario Luigi Catanelli ed i comunisti Enea Tondini e Paolo Canestrelli. All'interno del comitato assume il compito di mantenere i contatti tra i gruppi antifascisti delle varie città italiane, compiendo numerosi viaggi nel corso dei quali incontra i futuri protagonisti della Resistenza come Ferruccio Parri, Francesco Flora, Guido Calogero, Ugo La Malfa, Pietro Ingrao ed altri ancora. L'esperienza del comitato perugino, pur non esclusiva a livello nazionale nella sua precocità, è senza dubbio significativa e pone la città in posizione rilevante, soprattutto per via dei contatti mantenuti e curati da Capitini con l'antifascismo intellettuale italiano.

Concluso il servizio militare nel 1938, ottiene una cattedra all'Istituto tecnico "Bordoni" di Pavia; da qui compie molti viaggi verso Milano per tenere i contatti con numerosi esponenti antifascisti milanesi. L'anno seguente ritorna a Perugia dove è comandato all'Università per Stranieri.

Con l'entrata in guerra dell'Italia: prima presta servizio sul fronte francese, poi su quello jugoslavo, a Postumia (Slovenia). Viene successivamente congedato in quanto docente universitario. A Perugia, riprende il suo posto alla Stranieri, inoltre mantiene i contatti tra il gruppo liberalsocialista e le altre tendenze antifasciste nel capoluogo umbro. Dopo la capitolazione del regime di Mussolini, il 25 luglio 1943, e soprattutto dopo l'Otto settembre, il gruppo antifascista perugino esce allo scoperto, pur dovendo rientrare rapidamente in clandestinità: in un'informativa il prefetto di Perugia segnala che nella città si è formato un «comitato dei dodici» – erede del comitato antifascista del 1936 e precursore del Comitato di liberazione nazionale (Cln) perugino che si costituisce il 2 dicembre 1943 – a cui partecipa insieme ad altri storici antifascisti perugini come Abatini e Apponi. La nascita del Partito d'azione (Pd'a) pone una discussione all'interno del movimento liberalsocialista che, quasi interamente, aderisce al neonato partito. Tuttavia Binni si iscrive, insieme a molti altri allievi di Capitini, al Partito socialista italiano di unità proletaria (Psiup).
All'indomani della liberazione di Perugia partecipa come rappresentante del Psiup alla prima Giunta comunale. In questo periodo fa parte della redazione del "Corriere di Perugia", organo del Cln provinciale, diretto per un breve periodo da Capitini. A Perugia è tra i principali promotori dei Centri di orientamento sociale (Cos) ideati da Capitini, inoltre svolge una forte campagna di radicamento politico del Psiup che lo porta ad affermarsi come primo partito alle prime elezioni comunali il 7 aprile 1946. Pochi mesi dopo, il 2 giugno, è eletto all'Assemblea costituente nella quale si occupa di due temi centrali: l'istruzione, sostenendo la scuola pubblica e osteggiando le sovvenzioni alle scuole privatela e la libertà religiosa, battendosi per l'uguaglianza delle confessioni.
Nel 1947 a seguito della scissione di Palazzo Barberini non aderisce ai nuovi partiti nati dal frazionamento del Psiup. Al termine dei lavori della Costituente, nella primavera del 1948, decide di dedicarsi totalmente al lavoro di critico letterario, che considera inconciliabile con l'attività parlamentare. Sempre con un occhio di riguardo alla politica, l'insegnamento e lo studio ritornano ad essere la sua attività principale affermandosi come critico letterario di livello nazionale e oltre, lavorando in Università prestigiose come quella di Genova, Firenze e Roma.
Muore a Roma il 27 novembre 1997.


Yuri Capoccia (con la supervisione di Lanfranco Binni)


Fonti e bibl.: Maria Selina Ametrano e Arnaldo Perrino, Costituenti dall'Umbria. Un contributo alla nascita della democrazia, Perugia, Isuc; Foligno, Editoriale Umbra, 2008, p. 148; Comune di Perugia, Ricordare Walter Binni, Volumnia Editrice, Perugia 1998; L. Binni, La protesta di Walter Binni. Una Biografia, Il Ponte Editore, Firenze, 2013; L. Binni (a cura di), Walter Binni, in "Il Ponte" (n. monografico), LXVII(2011), n. 7-8; W. Binni, Scritti politici 1934-1997, in Id. (a cura di L. Binni), Opere complete, vol. 4, Il Ponte Editore, Firenze 2013; Fondo Walter Binni, http://www.fondowalterbinni.it/. 





  • Abatini Alfredo Nasce a Perugia il 3 maggio 1892. Avvocato. Repubblicano. E' tra i fondatori a Perugia di «Italia Libera» e presidente del locale Cpln. Muore a Perugia il 28 agosto 1959. LEGGI DI PIU' »
  • Apponi Alberto Nasce a Roma il 25 gennaio 1906. Magistrato. Liberalsocialista e azionista. Dirigente della Resistenza a Perugia, è tra i massimi esponenti del Pda in Umbria. Muore ad Assisi il 24 aprile 1977.  LEGGI DI PIU' »
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