• Ingresso delle truppe alleate a Città di Castello, 22 luglio 1944
  • Primo raduno degli ex perseguitati politici della provincia di Perugia (1945). Fra gli ospiti, il terzo da sinistra nella fila in alto è l'avv. Mario Berlinguer, padre di Enrico, ex deputato aventiniano allora fra i massimi responsabili dell'Alto commissa
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto” in marcia
  • Partigiani jugoslavi della “Gramsci” a Norcia nel giugno 1944
  • 11.	Comando del battaglione “Tito” della brigata “Gramsci”. Al centro Svetozar Laković “Toso”
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto”

Baciotti Giulio

Nasce a Gubbio (Pg) il 14 febbraio 1919. Operaio meccanico. Antifascista. Emigra nel 1920 con la famiglia a Dudelange, in Lussemburgo. Nel giugno 1938 è in Spagna, dove combatte sul fronte dell'Ebro ed è subito ferito al fianco sinistro e alla schiena. Resta ricoverato nell'ospedale militare di Matarò fino alla fine della guerra, quando ripara in Francia ed è internato nel campo di concentramento di Argelès. Ritornato a Dudelange, svolge propaganda comunista e poi, con l'ingresso delle truppe tedesche in Lussemburgo, si rifugia in Francia. Secondo gli organi di polizia, dopo il giugno 1940, denuncia alle autorità francesi alcuni fascisti italiani provocandone l’arresto e l’internamento. Nel settembre 1940 è arrestato dalla polizia tedesca e, consegnato alle autorità italiane, è tradotto alle carceri di Perugia. Il 6 dicembre successivo è assegnato al confino di Ventotene per cinque anni. Liberato il l0 agosto 1943, giunge a Gubbio con foglio di via obbligatorio ed è sottoposto a continua vigilanza in quanto individuo pericoloso e miliziano rosso. Il 2 febbraio 1944, fermato da un ufficiale della Guardia Nazionale Repubblicana, è trovato in possesso di una pistola automatica. Arrestato e condotto alle carceri di Perugia, è sottoposto a diversi interrogatori nel corso dei quali fornisce numerose informazioni sui componenti e sull'attività della Brigata San Faustino, della quale egli stesso ha fatto parte e che opera nella zona di Gubbio. Nell'aprile successivo è assunto come interprete presso la Polizia Repubblicana alle dipendenze della Prefettura di Perugia. In seguito torna a Dudelange, dove nel 1946 risulta residente. 

Non si conosce né il luogo né la data di morte. 


Luciana Brunelli, Gianfranco Canali


Fonti e Bibl.: Acs, Cpc, b. 241, ad nomen; Asp, Questura, Schedati, b. 3, fasc. 8; Aicvas, Scheda biografica; Sergio Bovini (a cura di), L'Umbria nella Resistenza, vol. II, Editori Riuniti, Roma 1972, passim; Alberto Monticone (a cura di), Cattolici e fascisti in Umbria (1922-1945), Il Mulino, Bologna 1978, ad indicem



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