• Ingresso delle truppe alleate a Città di Castello, 22 luglio 1944
  • Primo raduno degli ex perseguitati politici della provincia di Perugia (1945). Fra gli ospiti, il terzo da sinistra nella fila in alto è l'avv. Mario Berlinguer, padre di Enrico, ex deputato aventiniano allora fra i massimi responsabili dell'Alto commissa
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto” in marcia
  • Partigiani jugoslavi della “Gramsci” a Norcia nel giugno 1944
  • 11.	Comando del battaglione “Tito” della brigata “Gramsci”. Al centro Svetozar Laković “Toso”
  • Partigiani della “S. Faustino Proletaria d'urto”

Angeloni Mario

Nasce a Perugia il 15 settembre 1896. Avvocato. Repubblicano. Segue la tradizione familiare e l'educazione del padre Publio che è avvocato, esponente di primo piano del Partito repubblicano italiano (Pri) e della Massoneria perugina. Partecipa come volontario alla Grande Guerra, quale tenente di cavalleria, ed è decorato di medaglia d'argento e di croce al merito. Nel dopoguerra fa parte della direzione del Pri e, con l'avvento del fascismo, costituisce, insieme a Randolfo Pacciardi e a Gigino Battisti, il triumvirato dell'associazione di ex combattenti antifascisti Italia Libera; organizza la sezione perugina dell'associazione stessa ed è responsabile del giornale «La libera parola». Per tale attività, nel gennaio 1925, è denunciato all'Autorità giudiziaria, che dichiara però il non luogo a procedere. Dopo il delitto Matteotti fa parte della sezione di Perugia del Comitato delle opposizioni. Soggetto a ripetute persecuzioni e aggressioni fasciste, nel novembre 1926 è arrestato e assegnato al confino di Lipari per cinque anni, ridotti poi a tre in appello. Trasferito dopo alcuni mesi ad Ustica, nell'ottobre 1927, con altri 38 confinati politici è arrestato e deferito al Tribunale speciale per la difesa dello Stato per complotto contro i poteri dello Stato. Detenuto per otto mesi nelle carceri di Palermo e poi in quelle di Salerno, è assolto in istruttoria e nuovamente assegnato al confino, con destinazione Ponza. Liberato condizionalmente nell'agosto 1928 per un'amnistia concessa ai confinati che nel 1915 erano partiti in guerra volontari, passa un breve periodo a Roma, dove risiede il padre Publio. Nell'inverno si trasferisce a Cesena, presso la famiglia della moglie Giaele Franchini, e qui riprende la professione di avvocato e l'attività clandestina antifascista. Intanto è strettamente vigilato e iscritto in Rubrica di frontiera (Rf) per fermo. Nell'aprile 1932 si allontana da Cesena per passare alcuni giorni sul lago di Garda. Da qui, con l'aiuto di Gigino Battisti, espatria in Svizzera dove prende contatti con i fuorusciti repubblicani: a Lugano con Egidio Reale e Randolfo Pacciardi, poi a Zurigo con Fernando Schiavetti. Nel maggio è a Parigi e prende parte ai lavori del VII congresso della Lega italiana dei diritti dell'uomo (Lidu). Mentre in Italia viene avviato a suo carico il procedimento penale per espatrio clandestino, egli inizia a Parigi un intenso lavoro politico che durerà fino alla partenza per la Spagna. Il suo impegno si indirizza a rafforzare il Pri e, al tempo stesso, a favorire l'intesa tra le forze politiche dell'emigrazione per una comune azione antifascista. In un primo tempo sostiene il rientro dei repubblicani nella Concentrazione antifascista, dalla quale erano usciti dopo l'ingresso di Giustizia e Libertà; in seguito, con lo scioglimento della Concentrazione nella primavera del 1934, lavora per realizzare la più ampia unità politica. Tiene contatti con Giustizia e Libertà, con gli anarchici e con l'Associazione Repubblicana Socialista guidata da Schiavetti; nell'ottobre 1935 partecipa al congresso di Bruxelles organizzato dai comunisti e dai socialisti contro la guerra in Etiopia. In quegli anni è dirigente di primo piano del Pri, di cui per qualche tempo è vicesegretario, e della Lidu, nella quale ricopre l'incarico di segretario generale dal novembre 1933 al febbraio 1934; è inoltre esponente della Massoneria, affiliato alla loggia «Italia Nuova». Mentre lavora presso uno studio legale e per una compagnia di assicurazioni di Zurigo, svolge propaganda antifascista in tutta la Francia, in Svizzera e in Belgio, tenendo conferenze e riunioni. Partecipa alla costituzione della Società romagnola antifascista, dei Comitati di difesa per i prigionieri politici e dell'Associazione ex combattenti antifascisti; inoltre dirige il quindicinale repubblicano «L'Italia del Popolo». Alla fine del luglio 1936 è in Spagna, a Barcellona, dove partecipa alla costituzione della Colonna Italiana di cui il 17 agosto firma, insieme a Carlo Rosselli, a Camillo Berneri e ad altri, l'atto costitutivo. Dopo essersi impegnato come tecnico militare per preparare i volontari all'uso delle armi, parte per il fronte di Huesca con la prima formazione militare della Colonna Italiana, al comando della compagnia mitraglieri. All'alba del 28 agosto, sul Monte Aragón, da Angeloni soprannominato Monte Pelato, durante un attacco delle truppe franchiste, mentre esce da una trincea per lanciare una bomba a mano, è colpito dal fuoco di una mitragliatrice. Trasportato in ospedale, muore il giorno stesso a Sariñena. Dopo solenni funerali è sepolto nel cimitero di Montjuich, a Barcellona. Nel 1956, in occasione del ventesimo anniversario della guerra civile di Spagna, gli viene conferita la medaglia d'oro alla memoria.


Luciana Brunelli, Gianfranco Canali


Fonti e bibl.: Acs, Cpc, b. 137, ad nomen e fasc. «Angeloni Publio»; Asp, Questura, Radiati, b. 3, fasc. 1; Elsa Fubini, Angeloni Mario, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. III, Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma 1961; Victor Ugo Bistoni e Paola Monacchia, Due secoli di Massoneria a Perugia e in Umbria (1775-1975), Editrice Volumnia, Perugia 1975; Giaele Franchini Angeloni, Nel ricordo di Mario, La Squilla, Bologna 1978;; Alvaro López (a cura di), La Colonna Italiana, Quaderno AICVAS n. 5, Roma 1985; Eric Vial, Il dossier su Mario Angeloni al Casellario Politico Centrale, in «Nuovo Archivio Trimestrale», giugno 1987; Id., Mario Angeloni e la Lega Italiana dei Diritti dell'Uomo, in ivi; Enrico Acciai, Antifascismo, volontarismo e guerra civile in Spagna. La Sezione italiana della Colonna Ascaso, Unicopli, Milano 2016; Renato Traquandi, Mario Angeloni. Profilo biografico, documenti, testimonianze, Volumnia, Perugia 2016.




  • Abatini Alfredo Nasce a Perugia il 3 maggio 1892. Avvocato. Repubblicano. E' tra i fondatori a Perugia di «Italia Libera» e presidente del locale Cpln. Muore a Perugia il 28 agosto 1959. LEGGI DI PIU' »
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